Napoli in un giorno si può fare: centro antico, pizza, MANN o sotto terra, Vomero e lungomare. L’itinerario ora per ora e cosa prenotare prima.
Napoli in un giorno si può fare, a patto di accettare una cosa: un giorno basta per capire la città, non per vederla. Il centro antico da solo chiederebbe una settimana, e poi ci sono le colline, il mare, i musei e tutto quello che sta sotto terra. Chi prova a mettere ogni cosa in dodici ore finisce per passare la giornata in taxi e non vedere niente.
La regola che funziona è semplice: una zona per fascia oraria, e ci si sposta a piedi o in funicolare. Mattina nel centro antico, pranzo con la pizza, pomeriggio al museo o sotto terra, tardo pomeriggio in alto al Vomero, sera sul lungomare. Le distanze sono corte, le salite no: scarpe comode e zaino leggero. Qui sotto trovi l’itinerario ora per ora, poi come muoversi e cosa conviene prenotare prima di partire.
9.00, colazione con sfogliatella e centro antico
Si parte da Piazza del Gesù, con la facciata a punta di diamante del Gesù Nuovo da un lato e la guglia dell’Immacolata in mezzo. Prima però la colazione: una sfogliatella calda, riccia o frolla, e un caffè al banco, in tazza bollente. A Napoli spesso lo servono già zuccherato, chiedilo amaro se non lo vuoi dolce. In dieci minuti sei pronto.
Dalla piazza entri nel chiostro di Santa Chiara, con i pilastri e le panche rivestiti di maioliche settecentesche: è il posto più silenzioso di tutta la mattinata. Poi Spaccanapoli, la strada dritta che taglia in due il centro antico e che dal Vomero si vede come una fessura. Si percorre senza mappa, tra San Domenico Maggiore, le botteghe e i portoni aperti sui cortili. Perdersi fa parte del gioco, ma con un orario stretto conviene tenere la direzione: da Piazza del Gesù verso il Duomo.
La Cappella Sansevero è a due passi da San Domenico Maggiore. Dentro c’è il Cristo Velato, scolpito da Giuseppe Sanmartino nel 1753: un Cristo di marmo coperto da un velo che sembra stoffa. Si gira intorno alla statua in silenzio, poi si scende a vedere le macchine anatomiche, due scheletri con il sistema circolatorio a vista. La cappella è piccola e affollata, e il biglietto va preso prima: senza prenotazione la fila può bruciare la mattinata. Se vuoi anche qualcuno che ti spieghi cosa stai guardando, c’è una visita di trentacinque minuti con ingresso garantito e guida, 28 euro.
Ultima tappa della mattina: San Gregorio Armeno, la via dei presepi, con le botteghe che lavorano tutto l’anno e i pastori appesi fuori. Da lì sei su via dei Tribunali e, se avanza tempo, il Duomo con la cappella del Tesoro di San Gennaro è a cinque minuti a piedi.
13.00, pizza
All’una sei tra via dei Tribunali e via Duomo, cioè nel posto giusto. Le pizzerie del centro hanno la fila fuori a qualsiasi ora, e con un giorno solo la fila è il nemico. Due strade: prenotare la mattina un tavolo per le 13 in punto, oppure una pizza a portafoglio, piegata in quattro nella carta, da mangiare camminando. Costa pochi euro e in dieci minuti hai finito. La margherita è la prova del forno; la marinara, senza mozzarella, quella dell’impasto. Non ordinare l’antipasto: la pizza napoletana è grande e il pomeriggio è lungo.
14.30, MANN oppure sotto terra
Qui devi scegliere, perché due cose non ci stanno. La prima è il Museo Archeologico Nazionale, il MANN, a dieci minuti a piedi da Piazza Bellini. Dentro c’è il meglio di quello che gli scavi di Pompei ed Ercolano hanno restituito: i mosaici della Casa del Fauno, gli affreschi, i bronzi della Villa dei Papiri, il Toro e l’Ercole Farnese, il Gabinetto Segreto. È un museo enorme e senza una guida si esce stanchi, con la sensazione di aver perso le sale che contavano. Due ore con un’archeologa bastano per uscire con le idee chiare.
La seconda è andare sotto terra. Napoli è scavata nel tufo e sotto le strade ci sono cisterne, acquedotti e rifugi antiaerei. La Galleria Borbonica, sotto Chiaia, la fece scavare Ferdinando II nel 1853 per collegare il Palazzo Reale alle caserme in caso di rivolta. Non fu mai finita: nel Novecento diventò rifugio antiaereo, poi deposito giudiziario, e oggi ci sono ancora le auto e le moto d’epoca sequestrate, coperte di polvere, accanto alle scritte lasciate dai napoletani durante i bombardamenti. Si entra solo con visita guidata: un’ora nella Galleria Borbonica costa 15 euro. L’alternativa nel centro antico è Napoli Sotterranea, con l’ingresso su via dei Tribunali e le cisterne dell’acquedotto a quaranta metri di profondità.
Il criterio per scegliere: se vuoi capire Pompei senza andarci, il MANN. Se fa caldo, se piove o se hai bambini, sotto terra. In entrambi i casi alle 16.30 sei fuori e a pochi minuti da una funicolare.
17.00, in alto
Dal centro antico si sale al Vomero con la funicolare di Montesanto; da Chiaia con quella di Chiaia, da via Toledo con la Centrale. Pochi minuti e sei sopra la città, senza fatica. Il punto più alto è largo San Martino, dove stanno la Certosa e Castel Sant’Elmo, una stella a sei punte con la terrazza aperta: da lì la città si vede tutta, il centro antico con la fessura di Spaccanapoli, il porto, il Vesuvio, e Capri nelle giornate limpide.
La Certosa di San Martino ha il chiostro grande con i teschi di marmo sulla balaustra, la chiesa barocca e la collezione di presepi con il Cuciniello, il più famoso. Se hai tempo per una cosa sola, il castello. Il belvedere di San Martino, la terrazza davanti alla Certosa, è gratis ed è il posto giusto per la luce delle sei. Chi vuole vedere Certosa e castello con qualcuno che spiega trova una visita di due ore con gli ingressi compresi, 42 euro.
Per scendere, la scelta da napoletano è la Pedamentina: 414 gradini dalla Certosa fino a corso Vittorio Emanuele, tra orti e scorci sul golfo che dalla strada non si vedono. Da lì al lungomare si arriva a piedi in mezz’ora, tutta in discesa.
19.30, il lungomare e Castel dell’Ovo
Il lungomare da via Partenope a Mergellina è pedonale e piatto, e a quest’ora è pieno di napoletani che passeggiano, corrono o stanno seduti sugli scogli. Castel dell’Ovo sta su un isolotto attaccato alla terra, con sotto il Borgo Marinari, il porticciolo con le barche e i tavolini. Il borgo si gira a piedi in dieci minuti ed è il posto giusto per il tramonto, con il Vesuvio dall’altra parte del golfo e Posillipo che si accende alle spalle.
Per cena hai tre opzioni: le trattorie di Santa Lucia e di Chiaia, a due passi dal castello; una seconda pizza, che a Napoli non è un peccato; oppure spostare la cena alle 21 nel centro antico, dove comunque finisce la serata.
21.00, la sera
Due serate possibili, in due zone opposte. Piazza Bellini, sopra le mura greche del IV secolo a.C. che si vedono a cielo aperto in mezzo ai tavolini: studenti, librerie, musica dal vivo, è dove i napoletani vanno a bere una cosa, a due minuti da via dei Tribunali. Nei vicoli intorno si trovano le polpette e la pizza fritta, che sono la parte migliore. Oppure Chiaia, i vicoli tra via dei Mille e piazza dei Martiri, con i tavolini fuori e un pubblico più elegante. Chi vuole qualcosa di organizzato trova nel centro i concerti di canzone napoletana in sale da cinquanta posti, un’ora dopo cena e senza amplificazione: ne parliamo più sotto.
Se hai un giorno e mezzo
Con mezza giornata in più, la mattina dopo si esce dalla città oppure si va sul mare. La prima opzione è Ercolano: venti minuti di Circumvesuviana da Napoli, scavi piccoli che si girano in due ore, più interi di Pompei perché il fango vulcanico ha conservato i piani superiori delle case, i mobili carbonizzati, le travi di legno, le porte. Con un archeologo le stanze diventano case di persone con un nome: la visita di due ore con biglietto incluso costa 35 euro. A Napoli rientri per pranzo.
La seconda opzione è il golfo dal mare. Si parte dal porto o dal Borgo Marinari e si costeggia Posillipo: le ville, Palazzo Donn’Anna con le fondamenta nell’acqua, le grotte, la Gaiola, e dietro il Vesuvio e la città intera. Da maggio a ottobre le barche piccole, da nove posti, fanno la sosta per un bagno; il resto dell’anno resta il giro classico da 75 minuti. È il modo più veloce di capire la forma della città.
Come muoversi
Niente auto. Il centro antico è in gran parte chiuso al traffico, parcheggiare è un lavoro e il traffico ti mangia le ore. Tutto l’itinerario si fa con tre mezzi, e con un solo biglietto urbano che vale per metro, funicolari e bus.
In ordine di quanto li userai:
- A piedi: dal centro antico al Museo, da via Toledo al Plebiscito, dal Vomero al lungomare in discesa. Le distanze sono corte, ma il fondo è di basalto e i vicoli salgono: scarpe comode, non nuove.
- Metro Linea 1: collega la stazione Garibaldi al centro (Duomo, Università, Municipio, Toledo, Dante, Museo) e sale al Vomero, fermata Vanvitelli. Le stazioni dell’arte, Toledo su tutte, valgono una fermata anche senza una meta.
- Funicolari: Montesanto, Centrale (da via Toledo) e Chiaia salgono al Vomero in pochi minuti; quella di Mergellina sale a Posillipo.
- Taxi: solo per l’aeroporto o per tornare in hotel a notte fonda. Chiedi la tariffa predeterminata prima di partire.
Cosa prenotare prima
Quattro cose, tutte con prenotazione dal nostro sito, che risolvono i punti dove un giorno solo va sprecato. La prima è la mattina nel centro antico: Spaccanapoli, il chiostro di Santa Chiara e il Cristo Velato con guida e ingressi compresi, due ore e mezza, 48 euro, partenza da Piazza del Gesù. Copre tutta la sezione delle 9 e toglie la fila alla Cappella Sansevero.
La seconda è il MANN con un’archeologa, due ore con ingresso prioritario, 44 euro: Farnese, Pompei ed Ercolano nell’ordine giusto, e sono i soldi meglio spesi della giornata.
La terza è il golfo in 75 minuti, 25 euro dal porto, con commento dal vivo e ponte coperto: Vesuvio, Castel dell’Ovo, Posillipo e Nisida. Va bene tutto l’anno, e con un giorno e mezzo è la mattina del secondo giorno.
La quarta è la sera: un’ora di canzone napoletana senza microfoni, 20 euro con un drink, nella Galleria Principe di Napoli, a due passi dal Museo. Voci nude e mandolini, i cantanti a un metro, le storie dietro ogni pezzo raccontate tra una canzone e l’altra. Costa quanto una pizza e si prenota prima, perché i posti sono pochi.
Tutto il resto, gli eventi del giorno, le mostre, i concerti, i mercati, lo trovi aggiornato ogni mattina nella pagina cosa fare a Napoli. Se il tuo giorno cade di sabato o domenica, dai un’occhiata al programma: può esserci una festa di quartiere o un’apertura straordinaria che vale una deviazione.
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Chi ha scritto questo articolo
Gianluca Scanni
Fondatore @ Cose Fighe




