A Napoli l'aperitivo non è solo Spritz. È un rito sociale che parte dal tardo pomeriggio e si confonde con la cena. La guida ai posti giusti per bere bene nella città del sole.
A Napoli l'aperitivo è un'istituzione, ma funziona in modo diverso dal Nord Italia. Non esiste la cultura del buffet milanese. Si ordina un drink, arriva qualcosa da sgranocchiare, si sta fuori sul marciapiede o in piazzetta, e si parla. Tanto. Per ore.
Cosa si beve a Napoli
I drink più popolari:
- Spritz con Campari: più amaro rispetto all'Aperol, più napoletano
- Limoncello spritz: con limoncello artigianale della costiera, freschissimo
- Falanghina dei Campi Flegrei: vino bianco locale, poco conosciuto ma eccellente
- Gin tonic con erbe del Vesuvio: la versione locale del classico
- Americano: vermut e Campari, il classico senza tempo
I quartieri per l'aperitivo
Ogni quartiere ha la sua scena. Chiaia è più mondana e curata. I Quartieri Spagnoli sono più autentici e meno turistici. Il Vomero è il quartiere dei giovani napoletani. La Riviera di Chiaia, con i locali affacciati sul mare, è perfetta per il tramonto.
Stuzzichini: cosa aspettarsi
L'aperitivo napoletano arriva spesso con piccoli stuzzichini inclusi nel prezzo del drink: taralli 'nzogna e pepe, noccioline, olive di Gaeta, fettine di provolone del Monaco. In alcuni locali del centro storico trovi anche crostini con stracciatella o pesto di pistacchio.
“L'aperitivo napoletano non è un pasto. È una filosofia. È il momento in cui la città rallenta, si guarda intorno e si ricorda di essere viva.”
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Chi ha scritto questo articolo
Gianluca Scanni
Fondatore @ Cose Fighe




