Pizza a portafoglio, frittatina, cuoppo, sfogliatella e 'o per' e 'o muss: cosa mangiare per strada a Napoli, dove trovarlo, quanto costa e a che ora andare.
A Napoli si mangia in piedi da secoli. Nell'Ottocento i maccheroni si compravano per strada e si mangiavano con le mani, la pizza nasceva come cibo da portare via, e le friggitorie davano da mangiare a chi non aveva una cucina in casa. Oggi è cambiato quasi tutto tranne questo: una pizza piegata in quattro, un cuoppo di carta caldo, una sfogliatella al bancone del bar sono ancora il modo in cui una buona parte della città fa colazione, pranzo o merenda.
Qui trovi cosa mangiare, dove andare zona per zona, quanto spendi più o meno e a che ora conviene muoversi. I prezzi sono indicativi: negli ultimi anni sono saliti, soprattutto nel centro antico, e cambiano da un posto all'altro.
Cosa mangiare
Pizza a portafoglio
È la pizza da passeggio: un disco piccolo, margherita o marinara, piegato in quattro come un portafoglio e avvolto nella carta. Si mangia camminando, partendo dalla punta, e il pomodoro tende a scappare dalla parte opposta: tienila dritta. La trovi nelle pizzerie storiche del centro, su via dei Tribunali e nei dintorni, che la vendono al banco su strada. Conta 2-5 euro a seconda del posto: nei vicoli costa poco, nelle pizzerie più famose un po' di più.
Frittatina di pasta
Un disco di bucatini o di pasta corta legati con besciamella, piselli, carne macinata o ragù, impanato e fritto. Fuori croccante, dentro filante. È il pezzo forte di qualsiasi friggitoria e una sola ti tiene fino a cena. Intorno ai 2-3 euro.
Cuoppo
Un cono di carta paglia riempito di fritto. Quello di terra ha crocchè di patate, arancini piccoli, zeppoline di pasta cresciuta, fiori di zucca e verdure in pastella; quello di mare alici, calamari e gamberetti. Il prezzo dipende dalla misura e dal contenuto: quello di terra parte da 4-5 euro, quello di pesce costa di più.
Arancino e crocchè
A Napoli l'arancino è spesso chiamato pall' 'e riso: riso al ragù o al sugo con piselli e mozzarella, impanato e fritto, più piccolo di quello siciliano. Il crocchè, o panzarotto, è una crocchetta di patate con un cuore di provola. Si comprano a pezzo, 1-3 euro ciascuno, e sono la base di ogni cuoppo.
Pizza fritta
La pizza dei tempi di guerra, quando il forno costava troppo: pasta di pizza ripiena di ricotta, cicoli, provola e pepe, chiusa a mezzaluna e fritta. Esiste anche la montanarina, un disco piccolo fritto e poi condito con pomodoro e parmigiano. Su via dei Tribunali c'è chi la fa da generazioni. Conta 3-6 euro, a seconda della misura e del ripieno.
Tarallo sugna e pepe
Il tarallo napoletano è fatto con sugna, cioè strutto di maiale, pepe nero e mandorle intere nell'impasto. Nasceva per riutilizzare gli avanzi di pasta di pane e si mangia con una birra fredda, la sera, soprattutto sul lungomare. Si compra a pezzo o a peso, intorno a 1-2 euro l'uno.
Panino napoletano
Non è un panino imbottito al bar: è un lievitato da forno, una specie di rotolo morbido ripieno di salame, uova sode, provola, sugna e pepe, cotto con tutto dentro. Lo trovi nei panifici e in molti bar, è il cugino quotidiano del casatiello pasquale. Intorno ai 2-3 euro.
'O per' e 'o muss
Il nome dice tutto: il piede del maiale e il muso del vitello. Bolliti, raffreddati, tagliati a pezzetti e serviti freddi con sale grosso e limone. Lo vendono i banchetti con il carretto di ottone, alla Pignasecca, verso Porta Capuana e sul lungomare. È un gusto preciso, gelatinoso e salato: o lo ami subito o non lo ordini più. Una vaschetta costa 3-4 euro.
Sfogliatella
Due versioni con lo stesso ripieno di semola, ricotta, canditi e cannella. La riccia ha la sfoglia a ventaglio che si sbriciola dappertutto, la frolla un guscio di pasta frolla morbida. La riccia si mangia calda, appena uscita dal forno, e per questo è un affare da mattina. Intorno ai 1,50-2,50 euro.
Babà
Pasta lievitata a forma di fungo, inzuppata nello sciroppo al rum. Al bancone si prende così, a fungo, o in versione più grande tagliata a fette con la crema. È il dolce che chiude tutti i giri di assaggi. Intorno ai 2-3 euro.
“La regola è semplice: se c'è la fila di napoletani davanti alla vetrina, mettiti in fila anche tu.”
Dove: il centro storico
Il centro antico, tra via dei Tribunali e Spaccanapoli, è la zona con la maggiore densità di posti da mangiare in piedi. Su via dei Tribunali ci sono le pizzerie storiche che vendono la pizza a portafoglio dalla finestra sulla strada e le friggitorie con la pizza fritta. A piazza San Domenico Maggiore c'è Scaturchio, pasticceria del 1905 dove si prende il babà e il ministeriale, un medaglione di cioccolato e liquore. Verso Forcella, a ridosso di via Duomo, c'è la zona delle pizzerie storiche da pizza seduti, ma con il banco per l'asporto.
Il centro storico è anche la zona più turistica, e si vede: alcune vetrine sono fatte per le foto più che per mangiare. Il trucco è guardare chi compra: dove si ferma la gente del quartiere, di solito si mangia bene.
Dove: la Pignasecca e Montesanto
La Pignasecca è il mercato più antico della città, alle spalle di piazza Carità, e il posto dove i napoletani mangiano davvero mentre fanno la spesa. Lungo via Pignasecca ci sono pescherie, salumerie e friggitorie che lavorano dalla mattina. Fiorenzano, al numero 48, frigge dal 1897: pizzette, montanare, arancini, crocchè, fiori di zucca e cuoppi di terra e di mare. Qui intorno ci sono anche le tripperie con 'o per' e 'o muss e i banchi con il pesce fritto al momento.
Il mercato vive soprattutto la mattina, dalle 9:00 all'ora di pranzo, ed è più tranquillo nei giorni feriali. La domenica pomeriggio molte serrande restano giù. Montesanto, a due passi, è anche il capolinea della Cumana per i Campi Flegrei (la funicolare, invece, è chiusa per lavori fino a metà febbraio 2027).
Per farla con una guida c'è la Pignasecca in sei soste, con spritz, tarallo, pizza a portafoglio e cuoppo.
Dove: i Quartieri Spagnoli e via Toledo
I Quartieri Spagnoli sono il reticolo di vicoli a monte di via Toledo. Qui le friggitorie e i forni sono più di quartiere che di passaggio, con prezzi un po' più bassi del centro antico. È anche la zona del murale di Maradona, quindi in alcune strade i turisti sono tantissimi, ma basta salire di un paio di vicoli per ritrovare i bassi, i panni stesi e i banchetti con la frutta.
Nella parte bassa di via Toledo, verso la Galleria Umberto, c'è Pintauro, la bottega storica a cui si fa risalire la sfogliatella riccia come la conosciamo oggi. Poco più in là, all'ingresso della Galleria Umberto su via Toledo, c'è un piccolo banco di sfogliatelle con la fila a tutte le ore. Il giro dei Quartieri con murales, mercato e un assaggio tiene insieme le tre cose in due ore.
Dove: Chiaia e il lungomare
Chiaia è il quartiere elegante, e lo street food qui cambia faccia: è la zona dell'aperitivo più che della friggitoria. Nei vicoli tra via dei Mille e piazza dei Martiri si mangia in piedi davanti ai bar con uno spritz e qualcosa di fritto. Per la sera e l'aperitivo, la guida è dove fare l'aperitivo a Napoli.
Il lungomare, tra via Partenope e via Caracciolo, è invece il posto del tarallo e della birra: la sera i chioschi vendono taralli sugna e pepe, e qualche carretto ha ancora 'o per' e 'o muss con il limone. Si mangia seduti sul muretto, guardando Castel dell'Ovo.
Quanto costa
Prezzi indicativi, a pezzo:
- Pizza a portafoglio: 2-5 euro
- Frittatina, arancino, crocchè: 1-3 euro
- Cuoppo: 4-8 euro, di più se di pesce
- Pizza fritta: 3-6 euro
- Tarallo sugna e pepe: 1-2 euro
- Panino napoletano: 2-3 euro
- 'O per' e 'o muss: 3-4 euro
- Sfogliatella e babà: 1,50-3 euro
Con 15-20 euro a testa fai un pranzo completo in piedi, dolce e caffè compresi. Al bancone il caffè costa poco più di un euro, al tavolino di più: se lo bevi in piedi come tutti, spendi meno.
A che ora andare
- Mattina presto, 7:00-10:00: sfogliatelle calde e caffè al bancone, il momento delle pasticcerie
- Tarda mattina, 11:00-13:00: aprono i banchi su strada delle pizzerie e le friggitorie entrano a regime
- Pranzo, 13:00-15:00: il momento più affollato, c'è fila ovunque
- Pomeriggio: molti posti fanno una pausa o lavorano a ritmo più lento; buono per un babà
- Sera, 18:00-22:00: pizza fritta, cuoppo e taralli sul lungomare
La domenica pomeriggio e il lunedì sono i momenti in cui trovi più serrande abbassate, soprattutto ai mercati. Ad agosto alcune botteghe chiudono per ferie, e i giorni di chiusura cambiano da posto a posto: se vai per un indirizzo preciso, controlla prima.
Con una guida o da soli
Da soli si fa benissimo: il centro è piccolo e i posti si trovano. La guida serve per due cose, sapere dove fermarsi senza perdere tempo e farsi raccontare cosa si sta mangiando. Ci sono giri per tutti i gusti: lo street food nel centro storico con una guida del posto, due ore e mezza da piazza Bellini con pizza a portafoglio, frittatina, babà e sfogliatella; tarallo, pizza a portafoglio, frittatina, ragù e babà in quattro soste, da piazza Dante, in inglese; e vino, babà e murales tra Porta San Gennaro e la Sanità, per uscire dal giro più battuto.
Per abbinare il cibo a una giornata in città guarda cosa fare a Napoli: mercati, sagre ed eventi gastronomici cambiano ogni settimana.
Domande frequenti
Qual è il cibo di strada più tipico di Napoli?
La pizza a portafoglio e la frittatina di pasta sono le due cose che quasi tutti provano per prime. Subito dopo vengono il cuoppo di fritto, la pizza fritta, la sfogliatella e il babà.
Quanto si spende per mangiare street food a Napoli?
Un pezzo costa in genere tra 1 e 5 euro, un cuoppo tra 4 e 8. Con 15-20 euro a testa fai un pranzo completo in piedi, con dolce e caffè.
Dove si mangia lo street food migliore?
Le zone sono quattro: via dei Tribunali e il centro antico per pizza e fritti, la Pignasecca per friggitorie e mercato, i Quartieri Spagnoli per i posti di quartiere, il lungomare per taralli e 'o per' e 'o muss.
A che ora conviene andare?
La mattina presto per le sfogliatelle calde, dalle 11:00 per pizza a portafoglio e fritti. Evita la domenica pomeriggio, quando molti mercati e botteghe sono chiusi.
Cos'è 'o per' e 'o muss?
Piede di maiale e muso di vitello, bolliti, tagliati e serviti freddi con sale e limone. Lo vendono i banchetti alla Pignasecca, verso Porta Capuana e sul lungomare.
Lo street food napoletano va bene per chi è vegetariano?
In parte sì. Pizza a portafoglio margherita o marinara, crocchè, zeppoline, fiori di zucca, montanarina, sfogliatella e babà sono senza carne. Attenzione al tarallo e al panino napoletano, che hanno la sugna, e alla frittatina, che spesso ha carne o ragù.
Per il resto delle giornate: cosa fare a Napoli oggi, nel weekend e nei prossimi giorni, controllato ogni mattina.
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Chi ha scritto questo articolo
Gianluca Scanni
Fondatore @ Cose Fighe




