Laboratori di pizza, una barca nel golfo, i tunnel sotto la città, l’acquario più vecchio d’Europa, le giostre di Edenlandia e le visite gratuite del sabato. Una guida per famiglie scritta da chi a Napoli ci vive, con le cose pratiche che nessuno dice.
Napoli con i bambini funziona meglio di quanto si pensi, a una condizione: fargli fare cose, non fargli guardare cose. Le chiese barocche e i quadri li reggono per venti minuti; un impasto di pizza, una barca che sobbalza, un tunnel sotto terra o un pesce che li fissa dall’altra parte del vetro li reggono per ore. Questa guida è costruita così: prima quello che si fa, poi quello che si vede, e in fondo le cose pratiche che a Napoli contano più che altrove.
Abbiamo messo insieme quindici idee provate, divise per tipo. Dove esiste un’esperienza prenotabile la indichiamo, con il prezzo della piattaforma; il resto si fa da soli, spesso gratis.
Fare, non guardare: i laboratori di pizza
La cosa che funziona sempre, con qualunque età, è il laboratorio di pizza. Farina, acqua, lievito, un impasto da stendere con le mani (senza mattarello, come vuole la regola napoletana), il forno, e dopo un’ora si mangia quello che si è fatto. I bambini ne escono con la faccia infarinata e un mestiere in più; i genitori con una tecnica da replicare a casa. Quasi tutti i laboratori del centro preparano anche il tiramisù mentre l’impasto lievita, e la formula «pizza e gelato in due ore» è pensata proprio per chi ha figli piccoli e poca pazienza.
Un consiglio: prenotate il turno di mezzogiorno. Si arriva con fame, si mangia la propria pizza come pranzo e il pomeriggio resta libero per il mare o per una passeggiata.
Il mare, che a Napoli è in città
Da Castel dell’Ovo a Mergellina il lungomare è pedonale, piatto e lungo due chilometri: si va in passeggino, in monopattino, in bicicletta, con la sosta obbligata al Borgo Marinari, il porticciolo ai piedi del castello, dove i bambini guardano le barche e i gatti. Il castello, quando è aperto, si visita gratis e dalle terrazze si vede tutto il golfo.
Per andare davvero in acqua ci sono le barche: il giro del golfo in un’ora e un quarto, con il Vesuvio, Posillipo e Nisida visti da fuori, è la versione breve; le uscite di due o tre ore con sosta per il bagno nelle calette di Posillipo e alla Gaiola sono quella lunga, da maggio a ottobre. I bambini che non hanno mai visto Napoli dal mare capiscono all’improvviso perché la città è fatta a scale.
Sotto terra
Napoli ha una seconda città sotto la prima e ai bambini piace più di quella sopra. La Galleria Borbonica, sotto Chiaia, ha i rifugi antiaerei della guerra e le auto d’epoca abbandonate nei cunicoli: un’ora di visita guidata che sembra un’avventura. Napoli Sotterranea, dal centro antico, scende quaranta metri nelle cisterne greche e romane, con qualche passaggio stretto illuminato a candela che i bambini ricordano per anni. Le catacombe della Sanità vanno bene dai sei o sette anni in su; il Cimitero delle Fontanelle, con i suoi teschi, lasciatelo per quando saranno più grandi.
Sotto terra fa fresco anche ad agosto e non piove mai: è la riserva perfetta per i giorni sbagliati.
Musei che non annoiano
A Bagnoli c’è Città della Scienza, il museo scientifico con il planetario e le sale interattive dove si tocca tutto: mezza giornata piena, con lo spazio per correre fuori. In Villa Comunale, sul lungomare, la Stazione Zoologica Anton Dohrn ospita l’acquario più antico d’Europa, fondato nel 1874: vasche d’epoca, pesci del golfo, polpi e murene a pochi centimetri dal vetro. Piccolo, quindi giusto per l’attenzione di un bambino.
Il Museo Archeologico Nazionale è enorme, ma con una strategia regge: dritti alla sezione egizia con le mummie, poi i mosaici di Pompei con il cane «cave canem», poi fuori. Con una guida che sa parlare ai bambini le due ore volano; da soli, fermatevi a un’ora.
In alto: la funicolare e il castello a stella
La funicolare di Montesanto è già un gioco: sette minuti in salita dentro la collina, e si sbuca al Vomero. Da lì, dieci minuti a piedi e si è a Castel Sant’Elmo, il castello a forma di stella a sei punte con la terrazza più alta della città. Si vede il Vesuvio, il porto, Capri, e si capisce tutto il resto. Accanto, la Certosa di San Martino ha la collezione di presepi con il Cuciniello, centinaia di figurine che i bambini guardano come un fumetto.
Per scendere, se le gambe reggono, c’è la Pedamentina: 414 gradini tra gli orti fino ai Quartieri Spagnoli. Con i più piccoli, di nuovo la funicolare.
Giostre, parchi e boschi
Edenlandia, a Fuorigrotta, è il parco divertimenti storico della città, nato negli anni Sessanta e rimesso in piedi: giostre d’altri tempi, misura giusta per i bambini fino a dieci anni, e i genitori napoletani che ci portano i figli dove ci andavano loro. La Villa Comunale ha un’area giochi e le aiuole dove correre tra un pesce e l’altro dell’acquario. Il Real Bosco di Capodimonte, in cima alla collina, è un parco di 134 ettari con prati, viali e il museo che, se non ci si entra, non si offende.
Gratis il sabato: Giro Giro Napoli
Ogni sabato mattina fino a dicembre i musei e i luoghi della cultura della città aprono ai bambini con visite guidate gratuite pensate per loro: si chiama Giro Giro Napoli ed è un’iniziativa del Comune. Il programma cambia ogni settimana e va prenotato; lo segnaliamo nella pagina Cosa fare tra gli eventi in corso, con il link per iscriversi.
Se piove
Napoli sotto la pioggia ha una lista corta ma buona:
- Un laboratorio di pizza o di pasta fresca, al chiuso e con il pranzo compreso
- La Galleria Borbonica o Napoli Sotterranea, dove del tempo fuori non importa a nessuno
- L’acquario della Stazione Zoologica, piccolo e coperto
- Le stazioni dell’arte della metropolitana: Toledo, con il mosaico blu che scende sotto il livello del mare, è una gita in sé e costa un biglietto
- La Galleria Umberto I, dove si sta all’asciutto sotto una cupola di vetro e ferro e si prende una sfogliatella
Da mangiare, oltre la pizza
I bambini a Napoli mangiano ovunque: pasta al ragù la domenica, frittatina di pasta come merenda, pizza a portafoglio da passeggio, sfogliatella calda a colazione, gelato a ogni ora. I tour di street food nel centro storico sono pensati per adulti ma le famiglie ci vanno spesso: due ore e mezza, sei o sette assaggi, e nessuno che si lamenta perché ha fame.
Le cose pratiche
Quello che a Napoli conta più che altrove:
- Il passeggino nel centro antico è una fatica: basoli, gradini, vicoli pieni. Fino ai tre anni meglio il marsupio o lo zaino; il passeggino torna utile sul lungomare e al Vomero
- Si pranza tardi e si cena tardi: le pizzerie aprono verso le 19.30 e riempiono alle 21. Se i bambini crollano presto, entrate all’apertura
- La metropolitana Linea 1 e le funicolari coprono quasi tutto quello che c’è in questa guida; i taxi sono la soluzione con le valigie, i bus no
- Le esperienze prenotabili indicano gruppo massimo, lingua e durata nella scheda: per i bambini contano la durata (sopra le tre ore è un rischio) e la possibilità di cancellare gratis fino a 24 ore prima, se qualcuno si ammala
- D’estate, il mare vero è a Posillipo e ai Campi Flegrei; in città si fa il bagno dalla barca, non dalla spiaggia
Per sapere cosa succede nei giorni in cui sei in città, feste comprese, guarda la pagina Cosa fare a Napoli: scegli le date e trovi gli eventi e le esperienze prenotabili in quei giorni. I laboratori sono nella categoria Laboratori, le barche in Outdoor.
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Chi ha scritto questo articolo
Gianluca Scanni
Fondatore @ Cose Fighe




