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Napoli in 3 giorni: cosa vedere, itinerario giorno per giorno

Gianluca ScanniFondatore 17 settembre 2026 9 min di lettura
Napoli in 3 giorni: cosa vedere, itinerario giorno per giorno

Cosa vedere a Napoli in 3 giorni: due giorni in città, a piedi e in funicolare, e uno fuori porta tra Pompei, Capri e Costiera. Con cosa prenotare.

Napoli in 3 giorni è la misura giusta. Con un giorno solo si corre, con una settimana si comincia a vivere qui. Tre giorni bastano per fare le cose con calma: due per la città, uno per uscire. Il golfo vale quanto Napoli, e tornare a casa senza aver visto Pompei, un’isola o la Costiera è un peccato.

La macchina non serve, anzi è meglio non averla. Il centro antico si gira a piedi, al Vomero si sale in funicolare, il resto lo fa la metro. Qui sotto trovi cosa vedere a Napoli in 3 giorni, giorno per giorno, poi dove dormire, come muoversi e cosa conviene prenotare prima di partire.

Giorno 1: il centro antico e sotto terra

Il primo giorno sta tutto in un chilometro quadrato: chiese, chiostri, botteghe, vicoli, e sotto i piedi la città greca e romana. Scarpe comode e nessun programma al minuto.

Mattina: Spaccanapoli, Santa Chiara e il Cristo Velato

Si parte da Piazza del Gesù. A due passi c’è il chiostro maiolicato di Santa Chiara, il posto più silenzioso della giornata: conviene vederlo presto. Poi si imbocca Spaccanapoli, la strada dritta che taglia in due il centro antico e che dal Vomero si vede come una fessura. Si cammina senza mappa, passando da San Domenico Maggiore, e perdersi fa parte del gioco.

La Cappella Sansevero è lì accanto. Dentro c’è il Cristo Velato, scolpito da Giuseppe Sanmartino nel 1753: un Cristo di marmo coperto da un velo che sembra stoffa. Si gira intorno alla statua in silenzio, poi si scende alle macchine anatomiche, due scheletri con il sistema circolatorio a vista. La cappella è piccola e sempre piena, e il biglietto va preso prima: senza prenotazione la fila può bruciare mezza giornata. La mattina si chiude a San Gregorio Armeno, la via dei presepi, con il Duomo a due passi.

Pranzo: pizza

All’ora di pranzo sei tra via dei Tribunali e via Duomo, cioè nel posto giusto. Le pizzerie del centro hanno la fila fuori quasi sempre. Due strade: sedersi presto, oppure una pizza a portafoglio, piegata in quattro nella carta, da mangiare camminando. Niente antipasto: la pizza napoletana è grande e il pomeriggio è lungo.

Pomeriggio: il MANN oppure sotto terra

Qui si sceglie, perché tutte e due le cose non ci stanno. La prima è il Museo Archeologico Nazionale, il MANN: i mosaici della Casa del Fauno, i bronzi della Villa dei Papiri, il Toro e l’Ercole Farnese, il Gabinetto Segreto. Se il terzo giorno vai a Pompei o a Ercolano è il pomeriggio giusto, perché il meglio di quello che è uscito dagli scavi sta qui. Il museo è enorme, e da soli si esce stanchi.

La seconda è la Napoli di sotto: cisterne, cunicoli, rifugi antiaerei scavati nel tufo. Nel centro antico si scende nella città greca e romana; sotto i Quartieri Spagnoli si arriva a quaranta metri di profondità. La più particolare è la Galleria Borbonica, sotto Chiaia. Ferdinando II la fece scavare nel 1853 per collegare il Palazzo Reale alle caserme, in caso di rivolta. Mai finita, diventò rifugio durante i bombardamenti e poi deposito giudiziario: ci sono ancora le auto e le moto d’epoca sequestrate, coperte di polvere.

Sera: Piazza Bellini

Una piazza alberata sopra le mura greche del IV secolo a.C., che si vedono a cielo aperto in mezzo ai tavolini. Studenti, librerie, musica dal vivo. È dove i napoletani bevono una cosa prima di cena, a due minuti da via dei Tribunali. Per mangiare, le polpette e la pizza fritta dei vicoli intorno sono la parte migliore.

Giorno 2: la città alta, il mare e la Sanità

Napoli è una città verticale, e il secondo giorno serve a capirlo. La versione classica è Vomero la mattina e mare il pomeriggio. Chi preferisce i quartieri ai panorami trova più sotto l’alternativa.

Mattina: il Vomero, la Certosa di San Martino e Castel Sant’Elmo

Si sale in funicolare da Montesanto. San Martino è il punto più alto del Vomero, dove la città si vede tutta: il centro antico con Spaccanapoli, il porto, il Vesuvio, Capri nelle giornate limpide. La Certosa ha il chiostro grande con i teschi di marmo sulla balaustra, la chiesa barocca e la collezione di presepi. Accanto c’è Castel Sant’Elmo, una stella a sei punte con la terrazza aperta. Chi ha gambe sale o scende a piedi per la Pedamentina, 414 gradini.

Pomeriggio: Chiaia, il lungomare e Castel dell’Ovo

Dal Vomero si scende a Chiaia in funicolare oppure a piedi per il Petraio, la scala che passa tra ville liberty, orti e scorci sul golfo che dalla strada non si vedono. Da Chiaia in pochi minuti sei sul lungomare Caracciolo, pedonale e piatto fino a Mergellina. In fondo c’è Castel dell’Ovo, con il porticciolo del Borgo Marinari ai piedi. Poco più in là, Piazza del Plebiscito: il colonnato di San Francesco di Paola da un lato, la facciata di Palazzo Reale dall’altro. Si attraversa gratis a qualunque ora.

L’alternativa: il Rione Sanità, le catacombe e le Fontanelle

La Sanità è il rione sotto il ponte che per decenni i napoletani stessi evitavano. Si comincia dalle Catacombe di San Gennaro: due livelli di gallerie scavate nel tufo dal II secolo, con affreschi paleocristiani e la prima tomba del patrono. Le gestisce una cooperativa di ragazzi del quartiere, che ha cambiato la storia del rione. Poi si va tra i palazzi barocchi fino al Cimitero delle Fontanelle, una cava di tufo con decine di migliaia di crani. Per un secolo i napoletani hanno adottato un teschio, le anime pezzentelle, chiedendo grazie in cambio. Non è un posto macabro: è silenzioso e fresco.

Sera: canzone napoletana o barca al tramonto

Due serate diverse dal solito ristorante. La prima è un concerto di canzone napoletana come si faceva una volta: sale da cinquanta posti nel centro, voci nude e mandolini, niente amplificazione. La seconda, da maggio a ottobre, è il golfo dall’acqua: le barche piccole costeggiano Posillipo al tramonto, con le ville sul mare davanti e il Vesuvio dietro. Se non vuoi prenotare niente, il lungomare da Castel dell’Ovo a Mergellina basta e avanza.

Giorno 3: fuori porta

Il terzo giorno si esce, e la regola è una: una gita sola. Chi prova a mettere Pompei e Capri nella stessa giornata non vede né l’una né l’altra. Ecco le alternative, con pregi e difetti.

Pompei, in mezza giornata

La scelta più ovvia, e ha senso che lo sia. Il sito però è grande, l’ombra è poca e le strade sono in pietra: da soli si cammina molto e si capisce poco. Conviene a chi vuole vedere gli scavi e tenersi mezza giornata per Napoli. La visita di Pompei con guida archeologa, biglietto e pullman da Napoli dura tre ore e mezza. Chi vuole starci un giorno intero per conto suo prende la Circumvesuviana.

Pompei e Vesuvio, in una giornata

Prima il cratere, poi la città che ha sepolto. Si arriva in pullman a quota mille, poi c’è un sentiero in salita su ghiaia; in cima il golfo da Sorrento a Ischia. Conviene a chi vuole fare tutte e due le cose senza cambiare tre mezzi, e alle famiglie con ragazzi. Due avvertenze per Vesuvio e Pompei in un giorno, con pizza sulle pendici: la guida parla inglese o spagnolo, e con pioggia o vento forte il cratere può essere chiuso.

Ercolano, più piccola e più intera

Pompei è più famosa, Ercolano è conservata meglio: il fango vulcanico ha salvato i piani superiori delle case, i mobili carbonizzati, le travi, le porte. Si gira in due ore e con la Circumvesuviana sono venti minuti da Napoli. Conviene a chi non ama le folle e a chi vuole il pomeriggio libero. Con Ercolano con un archeologo, biglietto incluso, 35 euro, le stanze diventano case di persone con un nome.

Capri

Cinquanta minuti di aliscafo. L’isola è bella come dicono, ma è tutta salite e gradini e in alta stagione è affollata. Conviene a chi la vuole vedere da sempre e accetta la folla. La giornata a Capri e Anacapri in aliscafo, con i Giardini di Augusto dura otto ore, con aliscafo già preso, minibus fino ad Anacapri e guida. Grotta Azzurra e Monte Solaro non sono compresi.

Costiera Amalfitana

Diciamolo: la Costiera meriterebbe un viaggio suo. In giornata da Napoli si assaggia, con parecchie ore di strada e di curve. Conviene a chi non tornerà presto da queste parti e vuole vedere i tre paesi senza guidare e senza cercare parcheggio. Il giro di Sorrento, Positano e Amalfi in minibus, con soste per le foto rientra in serata. Chi soffre la macchina ci pensi due volte.

Ischia e Procida

Non è una gita culturale, è una giornata di mare. Conviene d’estate, a chi dopo due giorni di chiese e musei vuole solo acqua; non a chi soffre il mal di mare. Con Ischia e Procida in barca, con bagni e pranzo a bordo si parte in aliscafo dal Molo Beverello, si sale in barca a Procida e si costeggia Ischia senza sbarcare. Sette ore in tutto.

Reggia di Caserta

L’unica gita che non guarda il mare. La reggia voluta da Carlo di Borbone nel 1750, su progetto di Luigi Vanvitelli: 1.200 stanze e un parco con tre chilometri di viali. Conviene con il tempo incerto e a chi ama palazzi e giardini. Si arriva in treno, e il palazzo è davanti alla stazione di Caserta. La visita della Reggia di Caserta in tre ore, con scalone, appartamenti e navetta al parco comincia all’ingresso: il viaggio è per conto tuo.

Dove dormire per muoversi bene

Con tre giorni la zona conta più della stanza. Le quattro che hanno senso:

  • Centro antico: il primo giorno lo fai a piedi, la sera hai Piazza Bellini sotto casa. In cambio c’è rumore fino a tardi, i motorini nei vicoli e palazzi antichi non sempre con l’ascensore.
  • Chiaia e lungomare: la zona più elegante e più tranquilla di notte, vicina al mare e agli aliscafi. Costa di più, e il centro antico è a mezz’ora a piedi.
  • Vomero: residenziale e ordinato, con San Martino a portata di passeggiata. Si scende con funicolari e metro, ma la sera dipendi dai mezzi.
  • Zona stazione: la più comoda per Circumvesuviana, treni, metro e pullman delle gite, e in genere la meno cara. È caotica e la sera poco piacevole. Va bene per chi vuole spendere poco e partire presto.

Come muoversi

La metro Linea 1 è quella che ti serve. Collega la stazione centrale di Piazza Garibaldi con Università, Municipio, Toledo, Dante, Museo e Vanvitelli, al Vomero: in pratica tutte le tappe dei primi due giorni. Le funicolari sono quattro. Tre salgono al Vomero: la Centrale da via Toledo, quella di Chiaia, e quella di Montesanto, la più comoda per San Martino. La quarta sale da Mergellina verso Posillipo.

Per Pompei ed Ercolano c’è la Circumvesuviana, linea per Sorrento. Parte da Porta Nolana e ferma a Piazza Garibaldi, sotto la stazione centrale. Le fermate giuste sono Ercolano Scavi e Pompei Scavi-Villa dei Misteri. I treni sono spartani e in alta stagione pieni: meglio partire presto. Gli aliscafi per Capri, Ischia e Procida partono dal Molo Beverello, davanti al Maschio Angioino, fermata Municipio della metro.

Cosa prenotare prima di partire

Gran parte di questo itinerario si fa senza prenotare. Alcune cose però, lasciate all’ultimo, si perdono o costano una fila. Quasi tutte le nostre esperienze si cancellano gratis fino a 24 ore prima, quindi fissarle da casa non ti lega le mani.

In ordine di urgenza:

Se i giorni sono due o quattro

Con due giorni tieni il primo così com’è. Il secondo diventa un compromesso: la mattina a Pompei o a Ercolano, il pomeriggio tra San Martino e il lungomare. Saltano la Sanità e le isole, e pazienza. Se il giorno è uno solo, l’itinerario è un altro e l’abbiamo scritto a parte: Napoli in un giorno, ora per ora.

Con quattro giorni non aggiungere una seconda gita: aggiungi Napoli. La mattina tra i Quartieri Spagnoli e la Pignasecca, il mercato di strada più antico della città. Poi Capodimonte, con la collezione Farnese, la Flagellazione di Caravaggio dipinta a Napoli nel 1607 e il Real Bosco intorno. Oppure recuperi quello che hai scartato: la Sanità se hai scelto il mare, il MANN se sei sceso sotto terra.

Un’ultima cosa. Napoli cambia ogni settimana: feste di quartiere, concerti, mostre, aperture straordinarie. Prima di partire guarda cosa fare a Napoli nei giorni in cui ci sei: il programma lo aggiorniamo ogni mattina.

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Chi ha scritto questo articolo

Gianluca Scanni

Fondatore @ Cose Fighe