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Cosa fare a Napoli quando piove: sotterranei, musei e laboratori

Gianluca ScanniFondatore 15 settembre 2026 7 min di lettura
Cosa fare a Napoli quando piove: sotterranei, musei e laboratori

Cosa fare a Napoli quando piove: la città sotto terra, i musei giusti, un laboratorio di pizza. Idee al chiuso, con durata e prezzo.

A Napoli piove poco, ma quando piove lo fa forte: mezz’ora di acqua che scende dai vicoli come un torrente, e poi spesso torna il sole. Costruire la giornata intorno alle previsioni non ha senso. Ha senso avere pronta una lista di cose al chiuso, da tirare fuori appena il cielo si chiude.

Il vantaggio è che Napoli ha una seconda città sotto e dentro la prima: gallerie di tufo, cisterne, catacombe, rifugi antiaerei, chiese, gallerie coperte, musei enormi. Quasi tutto quello che vale la pena vedere non dipende dal tempo. Qui sotto le idee divise per tipo, con durata e prezzo per le attività che si prenotano da noi, e una lista di cose da lasciar perdere.

Sotto terra: la Napoli che non si bagna

La Galleria Borbonica, sotto Chiaia, è il posto da cui partire. Ferdinando II la fece scavare nel 1853 per collegare il Palazzo Reale alle caserme, in caso di rivolta. Non fu mai finita: diventò rifugio antiaereo, poi deposito giudiziario, e oggi ci sono ancora le auto e le moto d’epoca sequestrate, coperte di polvere, accanto alle scritte lasciate dai napoletani durante i bombardamenti. Un’ora sotto terra che racconta la città più di molti musei. Si entra solo con visita guidata.

Napoli Sotterranea è l’altra discesa classica: a quaranta metri di profondità, nelle cave di tufo aperte dai greci per costruire la città, poi usate come acquedotto e, durante la guerra, come rifugio. In alcuni tratti si passa in cunicoli stretti, a lume di candela: chi soffre gli spazi chiusi lo sappia prima. Anche qui la visita dura circa un’ora ed è guidata.

Nel Rione Sanità, sotto la collina di Capodimonte, ci sono le Catacombe di San Gennaro: due livelli di gallerie scavate nel tufo dal II secolo, con affreschi paleocristiani e la prima tomba del patrono. Le gestisce una cooperativa di ragazzi del quartiere. Il biglietto vale anche per le Catacombe di San Gaudioso, sotto la basilica della Sanità: con un solo ingresso si riempie una mattina, e tra l’una e l’altra si cammina pochi minuti, ombrello alla mano.

Sempre alla Sanità, in fondo al rione, il Cimitero delle Fontanelle: una cava di tufo con decine di migliaia di crani e ossa, ammassati dopo le pestilenze e il colera dell’Ottocento. Per un secolo i napoletani hanno adottato un teschio, le anime pezzentelle, chiedendo grazie in cambio; la Chiesa proibì il culto nel 1969, ma i biglietti del lotto accanto ai crani si vedono ancora. Non è macabro: è silenzioso e fresco.

I musei giusti per una giornata di pioggia

Il Museo Archeologico Nazionale è il posto dove passare tre ore senza accorgersene: i mosaici della Casa del Fauno, gli affreschi di Pompei, i bronzi della Villa dei Papiri, il Toro e l’Ercole Farnese. È enorme, e da soli si esce stanchi con la sensazione di aver perso il meglio. Tra i musei con guida che proponiamo, il MANN con un’archeologa è quello che rende di più: due ore e si esce con le idee chiare.

La Cappella Sansevero, con il Cristo Velato di Giuseppe Sanmartino del 1753 e le macchine anatomiche nella cripta, è piccola e affollatissima. Con la pioggia il problema è la fila all’esterno: il biglietto va preso in anticipo, altrimenti si bagna mezzo pomeriggio sul marciapiede. Dentro si sta mezz’ora, quindi abbinala a qualcos’altro nella stessa zona.

Capodimonte è la scelta per chi ha un giorno intero. La reggia sulla collina ospita la collezione Farnese: Tiziano, Raffaello, Masaccio, i Bruegel, e la Flagellazione di Caravaggio, dipinta a Napoli nel 1607. È grande e lontano dal centro: il Real Bosco lo lasci per un’altra volta e dentro ci passi mezza giornata.

La Certosa di San Martino, al Vomero, si raggiunge in funicolare da Montesanto, quindi quasi tutta al coperto. Il belvedere con le nuvole basse non serve a niente, ma la Certosa è la parte migliore comunque: il chiostro grande con i teschi di marmo sulla balaustra, la chiesa barocca, i presepi con il Cuciniello. Castel Sant’Elmo, accanto, ha la terrazza aperta: rimandalo a un giorno di sole.

Fare con le mani: pizza e pasta

Un laboratorio di pizza occupa due o tre ore, al coperto, e finisce a tavola con quello che hai fatto. Impasto con farina, acqua, sale e pochissimo lievito, stesura a mano senza mattarello, forno a 450 gradi per sessanta secondi: la tecnica per stendere te la porti a casa, insieme al tiramisù fatto nel frattempo. È l’esperienza più prenotata a Napoli e con la pioggia è la prima che va esaurita.

La pasta fresca è l’alternativa: ravioli, fettuccine, gnocchi, farina e uova sul tavolo, due sughi, un calice di vino, e alla fine si mangia tutti insieme. Le versioni da venti euro sono tra le cose più economiche e riuscite della città. Nella sezione laboratori trovi tutte le varianti, con durata e prezzo; alcune hanno anche il deposito bagagli, comodo nel giorno della partenza quando piove e la valigia è un problema.

Gallerie e passaggi coperti

Napoli ha due gallerie ottocentesche dove si sta all’asciutto gratis. La Galleria Umberto I, tra via Toledo e il Teatro San Carlo, con la cupola di vetro e ferro e i segni zodiacali sul pavimento: si attraversa in cinque minuti, ma con la pioggia diventa il posto dove i napoletani aspettano che smetta. La Galleria Principe di Napoli, davanti al Museo Archeologico, è più piccola e tranquilla, e la sera ospita i concerti di canzone napoletana senza microfoni: un’ora dopo cena, al costo di una pizza.

Poi ci sono le stazioni dell’arte della linea 1 della metropolitana. Toledo, con il pozzo di luce e i mosaici blu, è la più famosa, ma il giro si fa senza uscire: si scende a Toledo, si passa da Università e Municipio, si risale a Museo per il MANN. Un museo diffuso, al coperto, al prezzo di un biglietto della metro.

Mangiare a lungo

Un tour di assaggi nel centro storico dura due ore e mezza: sei o sette soste nelle botteghe giuste, pizza a portafoglio, frittatina di pasta, pizza fritta, sfogliatella, babà. Tra una sosta e l’altra si cammina pochi minuti, il resto del tempo si sta al banco. Vai a stomaco vuoto e non prenotare la cena. Le proposte sono nella sezione food.

Chi vuole stare seduto e basta prende il pranzo in cantina sulle pendici del Vesuvio: minibus da Napoli, il giro tra i filari di Lacryma Christi, poi la tavola con quello che produce l’azienda. Sono quattro ore e la parte lunga è a tavola. Per chi resta in centro, il classico ammazzatempo napoletano: una sfogliatella calda e un caffè al banco, e si aspetta che passi.

Con i bambini sotto la pioggia

Con i più piccoli funzionano le cose in cui si fa qualcosa. Il laboratorio di pizza è la scelta ovvia: si sporcano le mani, mangiano quello che hanno fatto, e tre ore passano in fretta. La Galleria Borbonica, con le auto d’epoca nella polvere, piace anche a chi non ha nessun interesse per i Borbone. I sotterranei vanno bene per chi non ha paura del buio; le Fontanelle valutale tu in base all’età. Al MANN i mosaici reggono l’attenzione più di quanto si pensi, ma con una guida. Nella nostra guida per le famiglie trovi altre idee, con durata e gruppo.

Cosa evitare quando piove

Sono le cose che a Napoli si fanno con il sole, e con la pioggia diventano tempo perso:

  • I belvedere: San Martino, Castel Sant’Elmo, Posillipo. Con le nuvole basse il golfo non si vede, e il panorama era l’unico motivo per salire.
  • Il Vesuvio: il sentiero fino al cratere è di ghiaia, in cima c’è vento, e con la nuvola sull’orlo non vedi niente. Con il maltempo le uscite organizzate possono saltare.
  • La barca: le gite nel golfo si annullano con il mare mosso, e comunque il bello era il sole su Posillipo.
  • Spaccanapoli a piedi: i vicoli si allagano in fretta e i basoli bagnati scivolano. Se proprio vuoi, entra ed esci dalle chiese.
  • Le scale del Petraio e della Pedamentina: 414 gradini bagnati non sono una passeggiata.
  • La bici: il lungomare pedonale con la pioggia di traverso non è un piacere per nessuno.

Da prenotare per un giorno di pioggia

Cinque cose dal nostro catalogo che non risentono del tempo, con durata e prezzo a persona.

Galleria Borbonica: cisterne, rifugi e auto d’epoca, 1 ora, 15 euro. Gruppi fino a otto persone, guida in italiano o in inglese. La cosa più economica e più riuscita di questa lista.

Il MANN con un’archeologa: Farnese, Pompei ed Ercolano, 2 ore, 44 euro. Ingresso prioritario e archeologa: le due ore in cui il museo più grande della città smette di essere un labirinto.

Catacombe di San Gaudioso, sotto la basilica della Sanità, 45 minuti, 13 euro. Guida e ingresso; il biglietto vale anche per San Gennaro, quindi la Sanità la fai tutta.

Pizza nel ruoto e tiramisù, come si fa a casa, 2 ore e mezza, 30 euro. Gruppi fino a quindici, ricettario e deposito bagagli: è quella da prendere se piove nel giorno in cui riparti.

Pasta fresca e tiramisù con calice di benvenuto, a venti euro, 3 ore, 20 euro. Prosecco, antipasto, diploma finale e tre ore al coperto: il miglior rapporto tra tempo occupato e soldi spesi.

Se piove proprio oggi

Il programma di cosa fare oggi a Napoli si aggiorna ogni mattina: mostre, concerti, aperture straordinarie, con orario, luogo e prezzo controllati alla fonte. Con la pioggia è la pagina che serve di più: in cartellone c’è quasi sempre una sala, un teatro o un museo dove aspettare che smetta.

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Gianluca Scanni

Fondatore @ Cose Fighe