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Rione Sanità a Napoli: catacombe, murales e Palazzo dello Spagnuolo

Gianluca ScanniFondatore 28 settembre 2026 5 min di lettura
Rione Sanità a Napoli: catacombe, murales e Palazzo dello Spagnuolo

Rione Sanità: le catacombe di San Gennaro e San Gaudioso, il Cimitero delle Fontanelle, i murales di Jorit, il museo di Jago e il mercato dei Vergini.

Il Rione Sanità sta dietro Porta San Gennaro, a dieci minuti a piedi dal Museo Archeologico. Per decenni la città lo ha guardato da lontano, come un posto da evitare. Poi un gruppo di ragazzi del quartiere ha rimesso in piedi le catacombe che stavano sotto casa loro, ha aperto un museo in una chiesa chiusa da quarant'anni e ha portato i turisti a mangiare al mercato dove fanno la spesa i residenti. Oggi il rione si visita in una mattinata, tra sottosuolo, palazzi barocchi e murales, e i soldi del biglietto restano lì.

Le catacombe di San Gennaro e di San Gaudioso

Le Catacombe di San Gennaro sono in via Capodimonte 13, accanto alla Basilica del Buon Consiglio, e sono il luogo cristiano più antico della città: gallerie scavate nel tufo con affreschi che superano i mille anni e la Cripta dei Vescovi. Aprono tutti i giorni tranne il mercoledì, dalle 10 alle 17; la visita è guidata, in italiano o inglese, dura circa tre quarti d'ora e i gruppi partono ogni ora, quindi prenotare prima è la norma. Il biglietto intero costa 13 euro e resta valido dodici mesi anche per le vicine Catacombe di San Gaudioso, il secondo cimitero paleocristiano di Napoli, sotto la Basilica di Santa Maria della Sanità: qui, nel Seicento, i nobili si facevano seppellire con il teschio murato in bella vista nelle pareti. Quella visita dura quarantacinque minuti. Le gestisce la cooperativa di giovani del rione, La Paranza, che ha riportato alla luce entrambi i siti.

Il Cimitero delle Fontanelle e le anime pezzentelle

Il Cimitero delle Fontanelle è un ossario scavato nella cava di tufo della collina, riaperto il 18 aprile 2026 dopo un restauro lungo. Qui è nato il culto delle anime pezzentelle: i napoletani adottavano un teschio senza nome, gli davano un posto tra migliaia di altri e lo pregavano in cambio di una grazia. Apre sei giorni su sette, chiuso il mercoledì e il 25 dicembre, dalle 10 alle 18 con ultimo ingresso alle 17.15; il lunedì e il venerdì l'apertura anticipa alle 9 per chi vuole solo pregare. L'ingresso è gratuito per chi risiede nella prima e nella seconda municipalità di Napoli, sempre con prenotazione; per tutti gli altri i biglietti partono da 6 euro per la visita accompagnata e arrivano a 8 per quella guidata. La prenotazione online, in ogni caso, è obbligatoria: i posti per turno sono pochi. Il racconto completo, con le tre navate e la storia del culto, sta nella visita guidata al Cimitero delle Fontanelle.

Murales, Palazzo dello Spagnuolo e il mercato dei Vergini

Il rione è anche un museo a cielo aperto. All'imbocco di via San Gennaro dei Poveri, vicino all'ingresso delle catacombe, c'è il volto del santo dipinto da Jorit, con le due strisce rosse sulle guance che l'artista usa nei suoi ritratti. Un altro murale, di Jerico Cabrera Carandang, copre il pilone del ponte della Sanità, oggi ponte Maddalena Cerasuolo: il nome è quello della staffetta partigiana che durante le Quattro Giornate di Napoli si mise di traverso per impedire ai tedeschi di farlo saltare con la dinamite. Da lì scendi verso il Borgo dei Vergini, dove il mercato omonimo tiene ancora il passo di sempre, tra pescherie, banchi di frutta e friggitorie.

In via Vergini, Palazzo dello Spagnuolo e Palazzo Sanfelice hanno gli scaloni a doppia rampa diventati uno dei soggetti più fotografati della città: gli androni sono aperti nelle ore diurne e si entra senza pagare. Per fare tutto questo con qualcuno che conosce le facciate e le storie dietro ogni bottega, c'è il giro di assaggi tra murales e Palazzo dello Spagnuolo, che parte e torna a Porta San Gennaro con pizza, mozzarella, taralli e babà lungo il percorso.

Il museo di Jago a Sant'Aspreno ai Crociferi

Sant'Aspreno ai Crociferi è una chiesa del Seicento all'imbocco del Borgo dei Vergini, chiusa per quarant'anni e riaperta nel 2021 come laboratorio dello scultore Jago; dal 2023 è un museo con le sue opere, la Pietà su tutte. Apre dal lunedì al giovedì dalle 10 alle 13, ultimo ingresso alle 12.30, e dal venerdì alla domenica dalle 10 alle 17, ultimo ingresso alle 16.30. Il biglietto intero costa 8 euro, si compra solo online, non alla porta, e vale anche per vedere il Figlio Velato nella Basilica di San Severo alla Sanità. A guidare la visita al museo di Jago sono ragazzi del quartiere: dura 25 minuti ed è accessibile in sedia a rotelle.

Vederlo tutto in tre ore, o un pezzo alla volta

Se hai solo una mattinata, il Miglio Sacro collega in tre ore la tomba di San Gennaro, nelle catacombe, al rione che gli sta sopra: sette tappe con gli ingressi già compresi, dalle catacombe alla basilica di San Gennaro fuori le mura, da Santa Maria della Sanità alle strade del rione, fino a Palazzo Sanfelice e Palazzo dello Spagnuolo. Si parte il sabato, la domenica e nei giorni festivi alle 9.30 e si finisce a piazza Cavour, accanto al Museo Archeologico. Se preferisci muoverti da solo, tieni conto che catacombe, Fontanelle e museo Jago si prenotano online in anticipo: qui il biglietto alla porta, semplicemente, non esiste.

Ci arrivi a piedi da piazza Cavour, sulla linea 1 della metro, o in autobus da Port'Alba: bastano dieci minuti per entrare in un quartiere che sembra un'altra città. Prima di tornare verso il centro, fermati al mercato dei Vergini per un cuoppo o un caffè, e se ti resta voglia di camminare ancora, in Cosa fare trovi il resto della città da vedere a piedi.

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Gianluca Scanni

Fondatore @ Cose Fighe