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Campi Flegrei in un giorno: Pozzuoli, Baia e Cuma in treno

Gianluca ScanniFondatore 21 settembre 2026 6 min di lettura
Campi Flegrei in un giorno: Pozzuoli, Baia e Cuma in treno

Campi Flegrei in un giorno senza macchina: l'Anfiteatro di Pozzuoli, il castello e le ville sommerse di Baia, l'Antro della Sibilla a Cuma. Orari e biglietti.

I Campi Flegrei sono la parte di Napoli che i turisti saltano: un vulcano largo dodici chilometri con dentro laghi, terme romane, una città greca più vecchia di Roma e un tratto di costa dove le ville degli imperatori stanno sott'acqua. Da Montesanto ci arrivi in mezz'ora di treno. Qui sotto, un giro di un giorno con i mezzi, con quello che è aperto adesso.

Una cosa prima di partire. Il 31 luglio 2026 c'è stata la scossa più forte degli ultimi quarant'anni. I siti del Parco Archeologico hanno riaperto dopo i controlli e la Cumana è tornata a fare tutta la linea dall'11 settembre. Il Rione Terra di Pozzuoli invece è chiuso, e sale o percorsi possono cambiare da una settimana all'altra: la sera prima guarda la pagina Info di pafleg.cultura.gov.it e sei a posto.

Come arrivare e cosa comprare prima

Il treno è la Cumana, linea EAV da Montesanto a Torregaveta, una corsa ogni venti minuti circa. Le fermate che ti servono sono Pozzuoli, Lucrino, Baia e Fusaro. Cuma non ha una stazione sotto l'acropoli: da Fusaro sono pochi chilometri di bus o di taxi, e conviene deciderlo prima.

Il biglietto giusto è il CircuitoFlegreo: 10 euro, vale tre giorni e apre quattro siti, Anfiteatro Flavio, Museo nel Castello di Baia, Terme di Baia e Cuma. Ridotto a 5 per i cittadini UE tra 18 e 25 anni, gratis sotto i 18. Dall'aprile 2026 le biglietterie fisiche sono chiuse: si compra solo online, sul portale Musei Italiani o con l'app, prenotando la fascia oraria. Gli ingressi sono contingentati, 50 persone ogni mezz'ora, 25 all'Anfiteatro.

Mattina: Pozzuoli, l'Anfiteatro e il tempio che sale e scende

Scendi a Pozzuoli e sei già nel giro. L'Anfiteatro Flavio è a cinque minuti dalla stazione, apre alle 9 ed è il terzo d'Italia per grandezza, dopo il Colosseo e quello di Capua. Il pezzo forte sono i sotterranei: i corridoi dove stavano le gabbie delle belve e i montacarichi che le portavano in arena. L'accesso ai sotterranei cambia spesso dopo le scosse: quando prenoti controlla cosa comprende la fascia oraria. La permanenza è di trenta minuti e bastano.

Poi scendi verso il porto, dieci minuti a piedi, e ti affacci sul Macellum, che tutti chiamano Tempio di Serapide. Era il mercato della Puteoli romana. Le tre colonne di marmo hanno una fascia bucherellata a metà altezza: sono i fori dei molluschi marini, la prova che il suolo qui è sceso sotto il livello del mare e poi è risalito. È il bradisismo spiegato senza parole. Il sito è chiuso, ma dal muretto della piazza si vede tutto.

Pranzo e primo pomeriggio: Baia, il castello e le ville sott'acqua

Due fermate di Cumana e sei a Baia, dove i romani ricchi venivano a fare le terme e i festini. Il castello aragonese sopra il porto ospita il Museo Archeologico dei Campi Flegrei, aperto dalle 9 alle 18.30 con ultimo ingresso alle 17.30: dentro c'è il Ninfeo di Punta Epitaffio ricostruito con le statue tirate su dal fondale, che ti spiega cosa stai per vedere in acqua.

Il Parco delle Terme di Baia è a un chilometro in salita, aperto dal martedì alla domenica: terrazze che scendono verso il mare con piscine, ninfei, stucchi e il cosiddetto Tempio di Mercurio, una sala rotonda con una cupola in cemento romano più vecchia del Pantheon. Conta un'ora e mezza e scarpe con la suola buona.

Il pezzo che non trovi altrove è sott'acqua. Le ville e le strade della Baia romana stanno a pochi metri di profondità davanti al porto, nel Parco Sommerso: mosaici, colonne, statue ricollocate al posto delle originali. Si visita in barca a fondo trasparente, circa un'ora senza bagnarsi, oppure con maschera e pinne. Lo snorkeling sulle ville romane sommerse di Baia parte dal porto in gruppi di otto al massimo, due ore e mezza con guida e attrezzatura, 35 euro. A settembre e a inizio ottobre l'acqua è ancora buona; serve il mare calmo, altrimenti si vede poco.

Per mangiare, tra il porto di Baia e Bacoli i posti sono quasi tutti di pesce e quasi tutti guardano l'acqua. Un fritto o una pasta con le cozze, e un bicchiere di Falanghina, che qui ha la sua casa.

Pomeriggio: Cuma e l'Antro della Sibilla

Cuma è la colonia greca più antica dell'Occidente, fondata nella seconda metà dell'VIII secolo a.C. Il parco archeologico sta su un'acropoli di tufo affacciata sul mare, con i templi di Apollo e di Giove. L'Antro della Sibilla è una galleria trapezoidale scavata nel tufo, lunga più di cento metri, con le finestre che tagliano la luce a fette. Che ci abitasse davvero la profetessa di Virgilio è un'altra storia, ma quando ci entri smetti di chiedertelo. L'accesso è limitato a 25 persone alla volta, la visita dura al massimo due ore, il martedì è chiuso.

Se preferisci non allontanarti dalla ferrovia, l'alternativa è la Piscina Mirabilis di Bacoli: la cisterna della flotta romana di Miseno, una sala a navate sotterranea che sembra una cattedrale. Apre il mercoledì, il sabato e la domenica, si entra accompagnati ogni mezz'ora, costa 5 euro e la prenotazione è obbligatoria.

Tramonto: il lago d'Averno o Capo Miseno

Per chiudere hai due opzioni, tutte e due gratis. La prima è il lago d'Averno, un cratere pieno d'acqua che per i romani era la porta degli inferi: Virgilio ci fa scendere Enea. Dalla fermata Lucrino ci arrivi a piedi in un quarto d'ora, e il giro del lago è una passeggiata piana di poco più di un'ora tra vigne e canneti. Al tramonto è il posto più silenzioso dei Campi Flegrei.

La seconda è Capo Miseno, in fondo alla penisola: le spiagge di Miseno e Miliscola guardano Procida a un tiro di sasso, e a fine settembre con il sole ci si fa ancora il bagno. Da Baia sono pochi chilometri di bus o di taxi; per tornare a Napoli risali a Torregaveta, il capolinea della Cumana, oppure a Fusaro.

Se il mare ti chiama più della storia

I Campi Flegrei sono la gita giusta per chi ha già fatto Pompei e vuole un posto dove i napoletani vanno davvero. Se in tre giorni a Napoli te ne resta uno libero, questa è la risposta. Se invece dopo Baia ti è venuta voglia di acqua e basta, dal centro parte in barca lo snorkeling nelle grotte romane di Posillipo con una biologa marina, e da Procida una giornata in barca tra Ischia e Procida con pranzo a bordo.

Le altre gite fuori porta e le uscite in barca stanno nella sezione Outdoor. E prima di scegliere il giorno, guarda cosa fare a Napoli quella settimana: nei Campi Flegrei capita spesso un'apertura serale o un concerto tra le rovine.

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Gianluca Scanni

Fondatore @ Cose Fighe