Reggia di Caserta da Napoli: treno da Napoli Centrale, due passi dalla stazione, appartamenti reali, parco, cascata, giardino inglese, orari e chiusura.
La Reggia di Caserta da Napoli è la gita più facile che puoi fare: un treno regionale, cinque minuti a piedi e sei davanti al palazzo. Il difficile viene dopo, perché dentro ci sono più di mille stanze e un parco lungo tre chilometri. Qui trovi come arrivare, quale biglietto prendere, cosa vedere e come non passare metà giornata a camminare lungo la stessa fila di fontane.
In treno da Napoli Centrale, e poi a piedi
Da Napoli Centrale partono i regionali Trenitalia per Caserta, decine di corse al giorno. Il viaggio dura tra la mezz'ora e i quaranta minuti, secondo il treno e le fermate. Il biglietto regionale lo compri alle macchinette in stazione o sull'app di Trenitalia; ricordati di convalidarlo se è cartaceo.
La stazione di Caserta sta proprio di fronte alla Reggia. Esci, attraversi il viale con le aiuole di piazza Carlo di Borbone e sei al cancello centrale: cinque minuti, niente autobus, niente taxi. È anche il motivo per cui la macchina non serve.
Biglietti, orari e il martedì chiuso
La Reggia è chiusa il martedì, giorno di riposo settimanale, e il 25 dicembre. Da aprile a settembre gli Appartamenti Reali aprono dalle 8:30 alle 19:15 con ultimo ingresso alle 18:15, il parco dalle 8:30 alle 19 con ultimo ingresso alle 18, il Giardino Inglese dalle 8:30 alle 18. Da ottobre a marzo il parco chiude prima, con orari che cambiano mese per mese: la tabella aggiornata sta sul sito ufficiale della Reggia. L'ultimo accesso dal cancello centrale è comunque alle 18.
Il biglietto intero comprende Appartamenti, parco e Giardino Inglese; esistono anche il biglietto solo per il palazzo e quello solo per il parco. Online l'unico rivenditore autorizzato è TicketOne, altrimenti compri in biglietteria in piazza. Con lo stesso biglietto non si esce e si rientra, quindi organizza la giornata in un verso solo: prima il palazzo, poi il parco.
La prima domenica di ogni mese l'ingresso è gratuito, con la Domenica al Museo. Due cose da sapere: c'è molta gente, e quel giorno il Giardino Inglese resta chiuso. Se il giardino è il motivo per cui vai, scegli un altro giorno.
Dentro il palazzo: scalone, appartamenti reali, teatro
Carlo di Borbone la volle, prima pietra nel 1752, per avere una corte che reggesse il confronto con Versailles, e la affidò a Luigi Vanvitelli. Il colpo di teatro è lo Scalone d'Onore: più di cento gradini di marmo sotto una doppia volta, con i leoni all'inizio e il vestibolo ottagonale in cima, dove si incrociano le prospettive del palazzo. Da lì entri negli Appartamenti Reali: le sale del Settecento con gli affreschi, quelle dell'Ottocento rifatte dai Murat e dai Borbone, la sala del trono lunghissima, la camera di Francesco II, il presepe reale con centinaia di pastori.
Il sabato e la domenica mattina si visita anche il Teatro di Corte, grazie ai volontari del Touring Club: un teatrino a ferro di cavallo con i palchi in fila e le colonne ai lati del palcoscenico, inaugurato per il carnevale del 1769. La Cappella Palatina ricorda la cappella di Versailles e la domenica mattina ospita la messa. Per il palazzo calcola un paio d'ore.
Il parco, la cascata e il Giardino Inglese
Il parco è un lungo asse d'acqua che sale verso la collina: la Fontana Margherita, la Fontana dei Delfini, quella di Eolo, quella di Cerere, quella di Venere e Adone, fino alla Fontana di Diana e Atteone ai piedi della Cascata Grande, che scende da ottanta metri di roccia. Dal palazzo alla cascata sono circa tre chilometri in salita dolce: a piedi ci vogliono tre quarti d'ora solo per l'andata.
Per questo c'è la navetta elettrica che segue la via d'acqua, con fermate alla Fontana dei Delfini, a quella di Eolo e a quella di Diana e Atteone: parte dall'ingresso del parco, funziona tutti i giorni dalle 9 fino alla chiusura del parco, e il biglietto di andata e ritorno costa 3 euro. In alternativa, dentro il parco c'è il noleggio di biciclette, anche elettriche, che è il modo più divertente di fare la salita.
Accanto alla cascata si entra nel Giardino Inglese, voluto dalla regina Maria Carolina alla fine del Settecento: piante rare arrivate da mezzo mondo, laghetti, finte rovine romane e il bagno di Venere, con la statua della dea che esce dall'acqua. Chiude prima del parco, quindi fallo per primo quando arrivi in cima.
Come farla con meno pensieri
Prima di tutto, i tempi. Per fare bene palazzo e parco serve la giornata intera: un paio d'ore dentro, tre o quattro fuori, e in mezzo il pranzo. Se hai solo mezza giornata, scegli: gli Appartamenti con una passeggiata fino alla Fontana dei Delfini, oppure il parco in bici fino alla cascata. Porta acqua e un cappello, perché lungo l'asse centrale l'ombra è poca e d'estate i viali scottano.
Se ti avanza tempo, la Reggia ha due parenti a pochi chilometri, che l'UNESCO ha messo nello stesso sito patrimonio dell'umanità nel 1997. Il Belvedere di San Leucio è il borgo della seta voluto da Ferdinando IV, con la filanda e i telai storici; l'Acquedotto Carolino è l'opera di Vanvitelli che porta l'acqua alla cascata, con il Ponte della Valle sulle sue tre file di arcate. Per entrambi ti serve un'auto o un taxi dalla stazione.
Una giornata alla Reggia si fa bene da soli, ma se vuoi qualcuno che ti racconti le sale e ti eviti la fila, c'è la Reggia di Caserta in tre ore: gruppo di massimo sedici persone, Scalone e Appartamenti con la guida, poi la navetta fino alla cascata e al Giardino Inglese.
Se ti piacciono i palazzi e i musei, gli altri appuntamenti con l'arte a Napoli stanno nella sezione Arte, e sulla mappa vedi dove stanno rispetto a Napoli Centrale. Per le altre gite di un giorno, leggi le guide a Pompei da Napoli e a Capri in giornata.
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Chi ha scritto questo articolo
Gianluca Scanni
Fondatore @ Cose Fighe




