Food · 2,5 ore
Street food nel centro storico con una guida del posto
Centro Storico
Assaggi lungo il giro + spritz e limoncello
Il programma
Scegli i giorni in cui sei in città: ti mostriamo gli eventi che valgono la pena e le esperienze prenotabili in quelle date.
Napoli non si ferma mai, e non è un modo di dire: tra feste di quartiere, concerti, mostre, mercati e aperture straordinarie ogni settimana c’è più di quanto si riesca a fare. Qui trovi il programma dei prossimi giorni, controllato dalla redazione, con orario, luogo e prezzo. Sotto, le esperienze che puoi prenotare nelle stesse date: tour, laboratori, barche e sotterranei, con i prezzi delle piattaforme e il nostro giudizio.
7 giorni, da lunedì 21 settembre a domenica 27 settembre
89 esperienze si fanno in almeno uno di questi giorni.
Food · 2,5 ore
Centro Storico
Assaggi lungo il giro + spritz e limoncello
Food · 3 ore
Galleria Umberto I · fino a 12 persone
6 degustazioni + 3 bevande
Food · 2,5 ore
Piazza Bellini
Degustazioni + spritz
Food · 2,5 ore
Piazza Bellini · fino a 15 persone
Degustazioni a ogni sosta
Food · 2,5 ore
Porta San Gennaro
Pizza, mozzarella, sfogliatella + vino e limoncello
Food · 3 ore
Piazza Dante · fino a 12 persone
Almeno 4 soste + una bevanda
La guida
Venticinque cose che a Napoli valgono il viaggio, scelte da chi ci vive: monumenti, sotterranei, mercati, mare, cucina. Per ognuna diciamo perché vale, cosa aspettarsi e, quando esiste, l’esperienza migliore per farla con una guida, al prezzo della piattaforma. Le voci segnate «gratis» si fanno anche senza spendere un euro.

1 · Arte
Un Cristo di marmo coperto da un velo che sembra stoffa, scolpito da Giuseppe Sanmartino nel 1753 in una cappella piccola e affollatissima tra Spaccanapoli e via Tribunali. Si gira intorno alla statua in silenzio, poi si scende a vedere le «macchine anatomiche», due scheletri con il sistema circolatorio a vista che da secoli alimentano leggende sul principe di Sansevero. Il biglietto va preso in anticipo: senza prenotazione la fila può bruciare un pomeriggio intero.

2 · Arte · gratis
La strada dritta che taglia in due il centro antico si vede dal Vomero come una fessura. Percorrerla da Piazza del Gesù a Forcella significa attraversare duemila anni in un chilometro: il chiostro maiolicato di Santa Chiara, San Domenico Maggiore, le botteghe dei presepi di San Gregorio Armeno, il Duomo a due passi. Si fa gratis e senza mappa, perdersi fa parte del gioco. Con una guida capisci cosa stai guardando, e i due chiostri li vedi davvero.

3 · Arte
Il MANN custodisce quello che gli scavi di Pompei ed Ercolano hanno restituito di meglio: i mosaici della Casa del Fauno, gli affreschi, i bronzi della Villa dei Papiri, il Toro e l’Ercole Farnese, il Gabinetto Segreto. È un museo enorme e senza una guida si esce stanchi e con la sensazione di aver perso il meglio. Con un’archeologa, due ore bastano per uscire con le idee chiare, e sono i soldi meglio spesi della vacanza.

4 · Arte
Ferdinando II la fece scavare nel 1853 per collegare il Palazzo Reale alle caserme, in caso di rivolta. Non fu mai finita e nel Novecento diventò rifugio antiaereo, poi deposito giudiziario: oggi ci sono ancora le auto e le moto d’epoca sequestrate, coperte di polvere, accanto alle scritte lasciate dai napoletani durante i bombardamenti. Un’ora sotto terra che racconta la città più di molti musei. Si entra solo con visita guidata.

5 · Arte
Sotto la collina di Capodimonte, due livelli di gallerie scavate nel tufo dal II secolo, con affreschi paleocristiani e la prima tomba del patrono. Le gestisce una cooperativa di ragazzi del quartiere che ha cambiato la storia della Sanità, il rione sotto il ponte che per decenni i napoletani stessi evitavano. Vale la pena abbinare la visita a una passeggiata nel rione: palazzi barocchi, Totò, il Cimitero delle Fontanelle, e una delle pizze fritte migliori della città.

6 · Arte
Una cava di tufo alla fine del Rione Sanità con decine di migliaia di crani e ossa, ammassati dopo le pestilenze e il colera dell’Ottocento. Per un secolo i napoletani hanno «adottato» un teschio, le anime pezzentelle, pulendolo e chiedendo grazie in cambio: la Chiesa proibì il culto nel 1969, ma i biglietti del lotto lasciati accanto ai crani si vedono ancora. Non è un posto macabro: è silenzioso, fresco, e spiega Napoli e il suo rapporto con la morte meglio di qualunque libro.

7 · Arte
Il punto più alto del Vomero, dove la città si vede tutta: il centro antico con Spaccanapoli, il porto, il Vesuvio, Capri nelle giornate limpide. La Certosa ha il chiostro grande con i teschi di marmo sulla balaustra, la chiesa barocca e la collezione di presepi con il Cuciniello, il più famoso. Il castello accanto è una stella di sei punte con la terrazza aperta. Si sale in funicolare da Montesanto o a piedi per la Pedamentina, 414 gradini.

8 · Arte
Pompei è più famosa, ma Ercolano è più intera: il fango vulcanico ha conservato i piani superiori delle case, i mobili carbonizzati, le travi di legno, le porte. Gli scavi sono piccoli, si girano in due ore, e si vedono con il paese moderno che ci sta letteralmente sopra. Dalla Circumvesuviana sono venti minuti da Napoli. Andarci con un archeologo cambia tutto: le stanze diventano case di persone con un nome, e i 300 scheletri dei fornici sulla spiaggia una storia.

9 · Arte · gratis
La piazza più grande della città, con il colonnato di San Francesco di Paola davanti e la facciata del palazzo con le statue dei re di Napoli nelle nicchie. Dentro, lo scalone d’onore, il teatrino di corte, gli appartamenti storici con gli arredi dei Borbone e dei Savoia, e il giardino pensile con vista sul porto. A due passi il Teatro San Carlo e il caffè Gambrinus. La piazza si attraversa gratis a qualunque ora; il palazzo chiude il mercoledì.

10 · Arte
La reggia sulla collina ospita la collezione Farnese, quella che i Borbone portarono da Parma: Tiziano, Raffaello, Masaccio, i Bruegel, e la Flagellazione di Caravaggio, dipinta a Napoli nel 1607. Intorno c’è il Real Bosco, un parco di 134 ettari dove i napoletani vanno a correre e a fare i picnic. Il museo è grande e lontano dal centro: uno storico dell’arte per due ore ti porta dritto ai quadri che contano, poi il parco te lo godi da solo.

11 · Food
Pizza a portafoglio, frittatina di pasta, cuoppo di fritto, pizza fritta, sfogliatella, babà, caffè al banco: la cucina napoletana si mangia in piedi, camminando tra via Tribunali e la Pignasecca, e costa pochi euro a tappa. Il problema è sapere dove. I tour con una guida del posto risolvono in due ore e mezza: sei o sette assaggi nelle botteghe giuste, senza fila e senza trappole per turisti. Vai a stomaco vuoto, e non prenotare la cena.

12 · Food · gratis
Dietro via Toledo, il mercato di strada più vecchio della città: pesce sul ghiaccio, banchi di frutta, friggitorie, salumerie con la mozzarella del giorno, venditori che urlano i prezzi in dialetto. La mattina è il momento giusto, prima delle 13. Si può girare da soli, gratis, comprando un tarallo e un bicchiere di limonata a cosce aperte; oppure in sei soste con chi conosce i banchi per nome, che è il modo per assaggiare davvero tutto.

13 · Food · gratis
La riccia, con la sfoglia croccante a strati, o la frolla, morbida: il ripieno di ricotta, semolino e canditi è lo stesso. Va mangiata calda, e Napoli è piena di posti che la sfornano a ogni ora, dalla stazione centrale a Mergellina. Il caffè si prende al banco, in tazza bollente, spesso già zuccherato: chiedilo amaro se non lo vuoi dolce. Costa poco più di un euro e in molti bar c’è ancora il «caffè sospeso», uno pagato per chi non può permetterselo.

14 · Food
Sulle pendici del vulcano si fa il Lacryma Christi, bianco e rosso, da vitigni che crescono nella lava. Le cantine si visitano: filari con il cratere alle spalle, la cantina, poi la tavola con quello che produce l’azienda, dal pomodorino del piennolo all’olio. Sono quattro ore che valgono come un pranzo e un’escursione insieme, e si tornano in città sazi e con un paio di bottiglie. Da abbinare, se hai tempo, alla salita al cratere la mattina.

15 · Food · gratis
Una piazza alberata sopra le mura greche del IV secolo a.C., che si vedono a cielo aperto in mezzo ai tavolini. Studenti, librerie, un paio di bar storici, musica dal vivo la sera: è il posto dove i napoletani vanno a bere una cosa prima di cena, a due minuti da via Tribunali e dal MANN. Lo spritz costa quello che costa in tutta Italia; le polpette e la pizza fritta nei vicoli intorno sono la parte migliore. Dalle 19 in poi, tutti i giorni.

16 · Laboratori
Impasto con farina, acqua, sale e pochissimo lievito, lunga lievitazione, stesura a mano senza mattarello, forno a 450 gradi per sessanta secondi: la pizza napoletana è patrimonio Unesco e si impara in tre ore, in un laboratorio o direttamente in pizzeria. Si torna a casa con la tecnica per stendere e con il tiramisù fatto nel frattempo. È l’esperienza più prenotata a Napoli, e la più adatta a bambini e gruppi. Si mangia quello che si fa, ovviamente.

17 · Laboratori
Ravioli, fettuccine, gnocchi, scialatielli: a Napoli la pasta fresca si fa ancora in casa la domenica, e i laboratori replicano quella cucina. Farina e uova sul tavolo, il mattarello, due sughi, un calice di vino, e alla fine si mangia tutti insieme. Le versioni da venti euro sono tra le cose più economiche e riuscite della città; quelle a casa di un napoletano, con vista sul golfo, sono un pranzo in famiglia più che un corso.

18 · Outdoor
Napoli va vista almeno una volta dall’acqua. Si parte dal Borgo Marinari, il porticciolo ai piedi di Castel dell’Ovo, e si costeggia Posillipo: le ville sul mare, Palazzo Donn’Anna con le fondamenta nell’acqua, le grotte, la Gaiola. Dietro, il Vesuvio e la città intera. Le barche piccole, da nove posti, sono meglio delle motonavi: un’ora e mezza con sosta per un bagno, o tre ore al tramonto con lo spritz a bordo. Da maggio a ottobre.

19 · Outdoor · gratis
In fondo a Posillipo, il borgo di Marechiaro con la «fenestella» della canzone e i ristoranti sul mare, e poco più in là la Gaiola, l’isolotto con la villa maledetta e il parco sommerso: rovine romane sott’acqua a pochi metri dalla riva, si vedono con la maschera. La spiaggia della Gaiola è piccola, gratuita e a numero chiuso, con prenotazione online. In barca privata si arriva dal molo di Mergellina in mezz’ora, con il bagno nella cala.

20 · Outdoor
Il vulcano è a mezz’ora dalla città e il sentiero fino all’orlo del cratere, dal parcheggio a quota mille, si fa in venti minuti di salita su ghiaia. In cima si vede il cratere che fuma e tutto il golfo, da Sorrento a Ischia. Il biglietto del parco si prenota online con orario. Chi vuole qualcosa di diverso sale a cavallo sui sentieri di lava del versante di Pompei, un’ora nel Parco Nazionale con le guide del posto, adatta anche a chi non è mai montato.

21 · Outdoor · gratis
Napoli è una città verticale e le sue scale sono un monumento: il Petraio scende dal Vomero a Chiaia tra ville liberty, orti e scorci sul golfo che dalla strada non si vedono. La Pedamentina, la Calata San Francesco, il Moiariello dietro Capodimonte sono le altre. Si salgono gratis, con scarpe comode, meglio la mattina. Con una guida in due ore si fanno le scale giuste, la funicolare e i Quartieri Spagnoli, e si capisce come è fatta la città.

22 · Outdoor · gratis
La scacchiera di vicoli che sale da via Toledo, costruita nel Cinquecento per le truppe spagnole: panni stesi, motorini, botteghe, il murale gigante di Maradona in via Emanuele De Deo davanti al quale c’è sempre gente. Trent’anni fa erano off limits; oggi sono il quartiere dove si mangia meglio a poco, con le trattorie da dieci coperti e i mercatini. Si girano da soli, di giorno, oppure con qualcuno del quartiere che ti fa entrare nei cortili e nei laboratori.

23 · Sport
Il bradisismo ha fatto sprofondare la Baia romana, il luogo di villeggiatura degli imperatori: mosaici, strade, statue e ninfei stanno a pochi metri sotto il mare dei Campi Flegrei e si vedono con maschera e pinne. A Posillipo, davanti alla Gaiola, il parco sommerso è più piccolo ma più vicino. Le uscite durano due o tre ore con un biologo marino, e a settembre l’acqua è ancora a 24 gradi. È il modo più strano e più bello di fare archeologia.

24 · Sport
Sembra un’idea folle e invece il centro si pedala bene: via Duomo, il Rettifilo, piazza Municipio, il Plebiscito, poi il lungomare Caracciolo che è pedonale e piatto fino a Mergellina. Tre ore con una guida, soste comprese, per vedere la città bassa tutta in una mattina, senza il traffico dei taxi. Per le colline ci sono le fat e-bike, che salgono al Vomero e a Posillipo senza fatica. Casco e bici sono compresi.

25 · Spettacoli
’O sole mio, Reginella, Era de maggio: la canzone napoletana è nata per le voci nude e i mandolini, e ci sono ancora concerti così, in sale da cinquanta posti nel centro, un’ora dopo cena. Niente amplificazione, i cantanti a un metro, le storie dietro ogni pezzo raccontate tra una canzone e l’altra. È il modo migliore per capire perché questa musica ha fatto il giro del mondo, e costa quanto una pizza. Tutte le sere, prenotando prima.
Le cose che ci chiedono più spesso su cosa fare a Napoli.
Napoli sotto la pioggia si vive al chiuso e sotto terra: il Museo Archeologico, la Cappella Sansevero con il Cristo Velato, la Galleria Borbonica e Napoli Sotterranea non risentono del tempo. In alternativa, un laboratorio di pizza o di pasta fresca occupa due o tre ore e si finisce mangiando quello che si è fatto.
Le esperienze di arte e sotterraneiIl lungomare da Castel dell’Ovo a Mergellina, i tavolini di Piazza Bellini e i vicoli di Chiaia sono le tre serate classiche. Chi vuole qualcosa di organizzato trova i tour serali di street food nel centro storico, gli spettacoli in programma e, in estate, i concerti all’aperto: sono tutti nel programma qui sopra, con orario e prezzo.
Spettacoli in cittàMolto: camminare Spaccanapoli da Piazza del Gesù a Forcella, salire al belvedere di San Martino al Vomero, attraversare la Galleria Umberto I, vedere i presepi di San Gregorio Armeno, sedersi a Piazza del Plebiscito e percorrere il lungomare pedonale. Nel programma gli eventi gratuiti hanno scritto “Gratis” o “Ingresso libero” accanto al titolo.
Il programma di questa settimanaLe cose che funzionano meglio con i più piccoli sono quelle in cui si fa qualcosa: un laboratorio di pizza, una gita in barca nel golfo, la salita al Vesuvio con guida, Napoli Sotterranea per chi non ha paura del buio. Nelle schede delle esperienze trovi durata e gruppo, così scegli in base all’età.
I laboratoriMattina nel centro storico: Spaccanapoli, il Cristo Velato, una sfogliatella. Pranzo con una pizza, meglio se prenotata. Pomeriggio al Museo Archeologico oppure in funicolare al Vomero per il panorama. Sera sul lungomare. Se vuoi una guida che ti porti in giro, i tour a piedi del centro durano due o tre ore e coprono quasi tutto.
Tutte le esperienzeLe esperienze che selezioniamo vanno da 10 a 120 euro a persona. Un tour di street food con una guida costa in genere tra 40 e 60 euro, un laboratorio di pizza o pasta tra 20 e 70, una gita in barca tra 40 e 80. I prezzi che vedi sono quelli delle piattaforme partner, aggiornati; quasi tutte le attività si possono cancellare gratis fino a 24 ore prima.
Le esperienze per categoriaLi segnala la redazione, uno per uno: feste di quartiere, concerti, mostre, mercati, aperture straordinarie. Prendiamo solo quello per cui vale la pena spostarsi e controlliamo data, orario, luogo e prezzo alla fonte. Il programma si aggiorna ogni mattina.