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Dove mangiare a Napoli: pizzerie storiche e trattorie

Gianluca ScanniFondatore 16 ottobre 2026 10 min di lettura
Dove mangiare a Napoli: pizzerie storiche e trattorie

Pizzerie storiche e trattorie vere a Napoli, zona per zona: indirizzi, prezzi, orari e come riconoscere i locali pensati solo per i turisti di passaggio.

A Napoli si mangia bene quasi ovunque, ma non ovunque allo stesso modo. Ci sono le pizzerie che hanno un secolo di storia vera, documentata, con la stessa famiglia dietro il banco da generazioni, e ci sono i locali nati ieri per intercettare chi cerca la foto giusta sui social. Qui trovi le prime, zona per zona, con indirizzi, orari e fasce di prezzo controllati, più qualche trattoria storica e il modo per riconoscere i locali pensati solo per chi passa una volta e non torna più.

La guida segue un percorso geografico, dal centro antico verso il mare: via dei Tribunali, Forcella, Materdei e la Sanità, Chiaia, Mergellina, fino alle trattorie più lontane dal giro turistico classico. Non serve farle tutte in un giorno: anche solo due o tre tappe, scelte in base a dove dormi o a cosa visiti, bastano per farsi un’idea vera.

Se invece cerchi cosa mangiare camminando, pizza a portafoglio e cuoppo compresi, c’è già la guida dedicata allo street food napoletano: questa pagina parla di posti dove ci si siede a tavola.

Via dei Tribunali: le pizzerie più raccontate

Via dei Tribunali, nel centro antico, è la strada con la più alta concentrazione di pizzerie storiche della città, e anche quella con la fila più lunga davanti alle porte. È anche una delle strade dei Decumani, dritta e stretta tra palazzi alti, bassi con la porta aperta sulla strada, chiese barocche una dietro l’altra: la fila per la pizza è solo una delle cose che si vedono camminandoci. Al numero 32 c’è Gino Sorbillo, aperta nel 1935 da Luigi Sorbillo e Carolina Esposito: la coppia ebbe ventuno figli, tutti diventati pizzaioli, e Gino, della generazione successiva, ha preso in mano la sede storica negli anni novanta. Oggi è aperta tutti i giorni tranne la domenica, dalle 12 alle 23:30 circa; la fila si forma già a mezzogiorno nei weekend.

Poco più avanti, al numero 94, c’è l’Antica Pizzeria e Friggitoria Di Matteo, aperta nel 1939 da Salvatore Di Matteo con il padre e il fratello Gennaro, nata come friggitoria prima ancora che come pizzeria: la pizza fritta resta la specialità con cui si distingue. È il locale della foto storica del luglio 1994, quando Bill Clinton, arrivato a Napoli per il G7, si fermò davanti al banco e il pizzaiolo Ernesto Cacialli gli offrì una pizza a portafoglio: un’immagine diventata un pezzo di storia della città. Attenzione a non confonderla con un’altra pizzeria della stessa strada che si è intestata la stessa vicenda: è stata sequestrata nel 2024 nell’ambito di un’indagine per infiltrazioni della camorra, secondo quanto riportato da Ansa e dalla stampa locale. La storia vera, con la famiglia che la vive ancora oggi, è quella di Di Matteo.

Forcella: da Michele e il Trianon, due pizze contro il forno a tre piani

A pochi minuti a piedi, in via Cesare Sersale, c’è l’Antica Pizzeria da Michele, aperta nel 1870 e ancora oggi fedele a un menu di due pizze sole: margherita e marinara, dai 4 ai 5 euro secondo la misura. Si entra, si prende il numero, si aspetta fuori anche un’ora nei weekend: non si accettano eccezioni e non c’è altro da ordinare. La sala è spoglia, tavoli di marmo, pareti con foto di clienti di passaggio diventati famosi: non cambia da decenni, ed è proprio questo il punto. È il modello più rigido di tutta la lista, e per molti proprio per questo il più fedele alla tradizione.

A chi non vuole aspettare conviene il Trianon da Ciro, in via Pietro Colletta, aperto nel 1923 da Ciro Leone e Giorgina De Somma e gestito dalla stessa famiglia da allora: tre piani, ognuno con il proprio forno, quindi meno fila anche quando la sala è piena. Qui è nata la pizza ruota di carretto, più grande del piatto, pensata per essere condivisa.

Materdei e la Sanità: più di un secolo e una rinascita

Salendo verso Materdei, la Pizzeria Starita è aperta dal 1901, quando Alfonso Starita aprì una bottiglieria che nel tempo diventò anche friggitoria e pizzeria: oggi è alla quinta generazione della stessa famiglia. Viene spesso descritta come il set del film L’oro di Napoli con Sofia Loren, ma diverse ricostruzioni giornalistiche, basate sul confronto tra foto d’epoca, collocano la vera location in un’altra bottega della zona: la storia della pizzeria resta comunque vera e verificata, solo senza quel film. Tra le specialità della casa c’è la montanara, pizza fritta e poi passata al forno con pomodoro e basilico: un passaggio in più rispetto alla fritta classica.

Nel Rione Sanità, davanti a un’edicola votiva dedicata a tre santi (da cui il nome), c’è Concettina ai Tre Santi: la trattoria nacque nel 1951 con Concettina Flessigno Oliva, che friggeva pizze davanti al suo basso per tutto il quartiere, e oggi è portata avanti dal pronipote Ciro Oliva, premiato come miglior pizzaiolo under 35 nel 2021. È uno dei locali che più hanno contribuito a cambiare la reputazione della Sanità negli ultimi anni, con pizze più elaborate rispetto alla tradizione ma radicate nello stesso posto da sempre.

Chiaia: la Margherita e un secolo di tovaglie

A Chiaia, in via Alabardieri, il ristorante Umberto è aperto dal 1916: lo aprì Umberto Di Porzio con la moglie Ermelinda come trattoria con vini in bottiglie dal fusto, la pizza arrivò nel menu nel 1924. Oggi è alla quarta generazione della stessa famiglia ed è tra i locali riconosciuti dall’Unione Storiche Pizzerie Centenarie di Napoli: oltre alla pizza, il menu copre anche primi e secondi di cucina napoletana classica, utile se nel gruppo qualcuno non vuole pizza.

Pochi passi più in là, sulla salita di Sant’Anna di Palazzo, Pizzeria Brandi racconta di essere il luogo dove nel 1889 nacque la pizza Margherita, servita al Palazzo di Capodimonte ai reali Umberto I e Margherita di Savoia: uno storico documento della casa reale, esposto in sala, accompagna la storia, anche se diversi storici del cibo discutono la data esatta e sostengono che una pizza simile esistesse già prima. Nell’ottobre 2022 il locale fu chiuso temporaneamente dai Nas per carenze igienico sanitarie; oggi è di nuovo aperto, dal martedì alla domenica, 12:30-15:30 e 19:30-23:30, chiuso il lunedì. È uno dei posti più turistici della lista: pizza buona, prezzi più alti della media, servizio non sempre all’altezza secondo le recensioni più recenti. Ci si va per la storia, non aspettandosi la pizzeria di quartiere.

Mergellina: la pizza premiata

A piazza Sannazzaro, vista mare, 50 Kalò di Ciro Salvo non ha un secolo di storia ma ha una classifica: quinta in Italia e quattordicesima nel mondo nella guida 50 Top Pizza 2026. L’impasto è leggero, a lunga lievitazione, con pochi ingredienti ben scelti: la marinara rinforzata e la margherita con fiordilatte di bufala sono le più ordinate, tra 6,50 e 9,50 euro. Non si prenota: si lascia il nome al banco e si aspetta il turno, anche fuori, con il golfo davanti.

Le trattorie: dove si mangia il resto

Vicino a piazza Dante, in via Conte di Ruvo, l’Osteria da Carmela è aperta dal 1967, voluta da Don Vincenzo su idea della moglie Carmela: appena otto tavoli, cucina di casa con qualche piatto di pesce, ricette passate di generazione in generazione. Con così pochi posti conviene prenotare, soprattutto a cena.

La Trattoria da Nennella, nata nel 1949 ai Quartieri Spagnoli come banco di piatti caldi per gli operai dell’alba, è famosa per il servizio teatrale: i camerieri cantano, improvvisano battute, a volte lanciano il pane da un tavolo all’altro. Nel 2023 si è trasferita dalla storica sede di vico Lungo Teatro Nuovo a piazza Carità: chi la cerca all’indirizzo vecchio non la trova più. Pasta e fagioli e genovese restano i piatti con cui si è fatta conoscere.

Come riconoscere le trappole per turisti

Nessuno dei locali di questa guida ha bisogno di convincerti da fuori: è quello il primo segnale. Diffida dei ristoranti con il buttadentro sulla porta che ti invita a entrare, del menu plastificato con le foto dei piatti e tradotto in sei lingue, della lista di pizze con nomi di fantasia che non esistono in nessun’altra pizzeria della città.

Per legge, in Italia il coperto va sempre indicato chiaramente sul menu prima di ordinare: se arriva sul conto senza che fosse scritto da nessuna parte, è una pratica scorretta e puoi contestarla alla cassa, o segnalarla alla Polizia Locale se il locale insiste. Lo stesso vale per il pesce venduto a peso: se il menu non indica il prezzo al chilo in modo leggibile, chiedi prima di ordinare, non dopo.

Un altro segnale utile, più semplice di tutti: guarda chi c’è dentro. Se a mezzogiorno di un giorno feriale il locale è pieno solo di turisti e vuoto di napoletani, in una città dove si mangia fuori spesso e volentieri, è difficile che sia un caso.

Nei locali storici elencati in questa guida si paga quasi sempre anche con carta, ma portare un po’ di contanti aiuta a evitare attese alla cassa nei posti più piccoli e affollati, dove un solo registratore di cassa serve tutti i tavoli.

Quanto si spende

Fascia di prezzo indicativa, pizza e bevanda

  • Da Michele, Sorbillo, Di Matteo, Trianon: 6-9 euro
  • Starita, Umberto, Concettina ai Tre Santi: 8-12 euro
  • 50 Kalò, Brandi: 10-15 euro
  • Osteria da Carmela, Trattoria da Nennella (pasto completo): 20-30 euro

Le fasce più alte dipendono più dal servizio e dalla location che dalla qualità dell’impasto: le pizzerie storiche più semplici restano tra le più convenienti della città, premi compresi.

Per il resto della giornata, tra una pizzeria e l’altra, la pagina cosa fare a Napoli si aggiorna ogni giorno con eventi e idee, e la mappa aiuta a capire quali di questi locali sono vicini tra loro prima di decidere dove andare a pranzo. Altre idee sul mangiare in città sono nella sezione Food.

Domande frequenti

Conviene prenotare nelle pizzerie storiche di Napoli?

Quasi nessuna delle pizzerie storiche più famose, da Da Michele a Sorbillo, accetta prenotazioni: si fa la fila o si aspetta il proprio turno. Le trattorie con pochi tavoli, come l’Osteria da Carmela, invece conviene prenotarle con un giorno di anticipo.

Qual è la pizzeria più antica di Napoli ancora aperta?

Tra quelle di questa guida, Pizzeria Brandi rivendica la storia più lunga, con radici che risalirebbero al 1780, mentre l’Antica Pizzeria da Michele è aperta dal 1870 nella stessa sede e con lo stesso menu di sempre.

È vero che la pizza Margherita è nata a Napoli nel 1889?

È la storia che racconta la Pizzeria Brandi, con un documento dell’epoca conservato in sala, ma diversi storici dell’alimentazione mettono in dubbio la data esatta e credono che una pizza simile, con pomodoro e mozzarella, esistesse già prima di quell’episodio.

Meglio mangiare a via dei Tribunali o fuori dal centro antico?

Via dei Tribunali concentra le pizzerie più famose ma anche le file più lunghe. Materdei, la Sanità, Chiaia e Mergellina hanno locali altrettanto validi, spesso con meno attesa e con un pezzo di città che si vede camminando per arrivarci.

Informazioni controllate il 16 ottobre 2026 sui siti ufficiali dei locali citati dove disponibili, su 50 Top Pizza e su articoli di Luciano Pignataro Wine Blog, Fanpage, Ansa e Scatti di Gusto.

Per il resto delle giornate: cosa fare a Napoli oggi, nel weekend e nei prossimi giorni, controllato ogni mattina.

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Chi ha scritto questo articolo

Gianluca Scanni

Fondatore @ Cose Fighe